Domenica, 16 Marzo, 2003
La quiete prima della tempesta (non dopo) ...
di TSJ
Guerra,
guerra, guerra. Delegittimato l'Onu, mandati a quel paese milioni
di manifestanti che democraticamente avevano chiesto ai loro "democratici"
governi di non fare la guerra, ed ecco le risposte dei Dittatori...
oops, dei Governanti.
IRAQ
-- Sono
gli ultimi giorni di quiete prima che scoppi la seconda Desert
Storm, la tempesta del deserto che nel 1991 cacciò via
le truppe di Saddam dal Kuwait. Dick Cheney, il vice di Bush,
ha annunciato in un'intervista con la rete televisiva americana
NBC che il Presidente dovrà prendere decisioni difficili
nei prossimi giorni. Quali che siano quelle decisioni è
facilmente intuibile. Tommy Franks, il generale Usa che guiderà
le operazioni, già scalpita dai confini del Kuwait e ha
fatto sapere che i suoi uomini sono già approntati per
l'invasione in Iraq. Il bulldozer americano si sta preparando
ad azzannare per la gola il crudelissimo regime Iracheno. Appena
arriverà l'ordine da Washington, partiranno da subito le
operazioni aeree, che con missili di precisione colpiranno i centri
del comando iracheno, le infrastrutture, e forse anche qualche
palazzo presidenziale. Tremila bombe al giorno, che senza troppi
filosofeggiamenti cadranno quà e là per fiaccare
il popolo iracheno e quindi gli irriducibili soldati della Guardia
Presidenziale.
Il problema più importante che riguarda questa guerra,
è che a differenza del 1991, quando l'obiettivo era "solo"
quello di respingere l'invasione Irachena a danno del Kuwait,
adesso bisognerà per forza di cose entrare a Baghdad, ed
affrontare il temutissimo scenario della guerriglia urbana. In
situazioni del genere, anche il più esperto dei militari
può affidarsi solo ad una cosa chiamata "fortuna",
perchè questo tipo di conflitto implica la necessità
di entrare casa per casa, di percorrere strada per strada, per
stanare gli irriducibili fedeli di Saddam.
Fonti
del Pentagono asseriscono che c'è una forte probabilità
che almeno 400.000 dei soldati Iracheni si arrenderanno senza
neanche combattere, mentre altri 20.000 circa sono disposti a
combattere fino alla morte. Quella potrebbe essere la scheggia
impazzita che sfugge ad ogni previsione. Gli strateghi del Pentagono
assicurano che nelle prime 24 ore del conflitto verranno colpiti
più bersagli di quanti ne furono colpiti nei primi 43 giorni
della prima Guerra del Golfo. Questa pesantissima pioggia di bombe
nelle prime ore del conflitto, dovrebbe servire per far capire
ai dirigenti Iracheni che la fine del regime è inevitabile.
La propaganda del Pentagono assicura che in questo conflitto le
"bombe intelligenti" usate saranno l'80% del totale,
mentre nel '91 erano solo il 10%. Ciò potrebbe rassicurare
un minimo, se non si tenesse conto del fatto che Saddam possiede
i cosiddetti "jammer", ovvero dei congegni elettronici
capaci di far deviare i missili dai loro bersagli prestabiliti,
per farli schiantare invece in luoghi a caso. Questo fatto, da
solo, potrebbe tradursi in un grande bagno di sangue. Tra i bombardieri
che verranno usati, grande spazio sarà dato agli Stealth
B-2, ovvero quei caccia bombardieri pesanti che sono di difficile
individuazione da parte dei radar nemici. Nonostante tutta questa
ottimistica propaganda del Pentagono, si sollevano anche preoccupazioni
riguardo possibili attacchi chimici a danno delle truppe angloamericane
in avanzata. Anche se l'ipotesi è credibile, si suppone
che molti funzionari del regime di Saddam eviteranno di eseguire
gli ordini per non essere, a conflitto ultimato, sottoposti a
giudizio davanti ad un tribunale di guerra per, appunto, crimini
di guerra. Nonostante tutte le rosee prospettive del Pentagono,
il Generale Tommy Franks ha dichiarato che l'incognita maggiore
sarà comunque quanto durerà la guerra e, soprattutto,
se davvero molti militari Iracheni si arrenderanno o se invece
saranno disposti a combattere fino alla morte.
Durante
il conflitto verranno presumibilmente lanciate anche le MOAB,
delle enormi bombe convenzionali con la potenza di piccoli ordigni
nucleari, con tanto di "effetto fungo" dopo l'esplosione.
In definitiva le tre cose che più si temono al Pentagono
sono queste :
1)
L'uso di armi chimiche (ammesso che le abbia) da parte di Saddam
per fermare l'avanzata delle truppe di terra angloamericane.
2)
Lo scenario di guerriglia urbana casa-per-casa che potrebbe crearsi
a Baghdad.
3)
Al-Jazeera... Proprio la famosa emittente araba sarà in
prima linea per mostrare -in assoluta indipendenza- cosa accadrà
durante il conflitto. Questa è la vera novità di
questa guerra, e come ha detto il Generale in pensione Anthony
Zinni, "quel che apparirà su Al-Jazeera durante il
conflitto sarà probabilmente più importante, per
il successo delle operazioni, di quel che accadrà sul terreno
di combattimento". Il Generale Zinni ha dichiarato che, quando
scoppierà il conflitto, se Al-Jazeera dovesse da subito
mandare in onda le immagini delle carneficine provocate dalle
bombe, sarà un duro colpo difficile da "contrastare".
Quelle immagini potrebbero sollevare in tutta la regione mediorientale
l'insurrezione di elementi di al-Qaeda, degli attivisti Hezbollah,
del gruppo Ansar-al-Islam nel nord dell'Iraq, e di altre organizzazioni
dell'islam integralista che si oppongono a questo conflitto, e
che vedono nei bombardamenti Usa l'ennesima umiliazione del popolo
arabo da parte di una superpotenza occidentale.
L'attenzione
va dunque al fattore Al-Jazeera, soprattutto dopo le rivelazioni
che, in questi ultimi giorni, nonostante la drammaticità,
non hanno avuto grande risalto nei media occidentali. Secondo
Kate Adie -una veterana giornalista della BBC- che durante la
Guerra del Golfo era attiva in Iraq, il Pentagono avrebbe la seria
intenzione di colpire le stazioni giornalistiche indipendenti
durante la guerra che si sta per combattere. Il tutto ovviamente
per evitare una libera informazione, che potrebbe in qualche modo
andare contro gli interessi di Washington. Kate Adie ha riferito,
durante un'intervista, che quando è stato chiesto ad un funzionario
del pentagono se la notizia fosse vera, questi abbia risposto
: "chi se ne importa... sono stati avvertiti". Kate ha riferito
che funzionari del Pentagono hanno avvisato che "i segnali satellitari
provenienti dai telefoni satellitari (che vengono usati dai giornalisti
per mandare le informazioni), verranno considerati come dei bersagli".
E' chiaro che questi segnali saranno quelli dei giornalisti indipendenti,
cioè coloro che non sono sotto il controllo delle forze armate
americane, che verranno invece accuratamente censurati per rendere
i loro articoli il più "patinati" possibile. Le dichiarazioni
del Pentagono e della giornalista della BBC dunque coincidono,
e ci si può solo immaginare cosa potrà accadere
alle stazioni giornalistiche che non saranno sotto il controllo
degli Usa. In Afghanistan venne bombardata la sede di Al-Jazeera,
dopo che quest'ultima ebbe degli screzi con la Cnn e con Washington,
che le chiedeva di non mandare in onda le versioni integrali dei
video di Osama Bin Laden. Accadrà lo stesso anche in Iraq
? Probabile.
Qui
in Italia c'è chi dice che dopo la guerra ci saranno "come
al solito" le strade irachene piene di gente che ballando
e cantando ringrazieranno gli americani per averli liberati dall'oppressivo
regime di Saddam. La domanda è : chi ballerà ? I
neo-mutilati, i ciechi, i morti ? faranno il remake del film 'La
notte dei morti viventi' ? Balleranno forse le madri o i padri
con ancora i figli sotto le macerie che si straziano dal dolore
? Balleranno tutti coloro che perderanno parenti, amici o persone
care sotto i bombardamenti ? chi ballerà per ringraziare
gli americani ? balleranno forse i milioni di profughi che si
verranno a creare a causa di questo conflitto ? balleranno forse
i palestinesi che, proprio durante il conflitto, verranno ulteriormente
massacrati da Sharon, approfittando del fatto che l'attenzione
mondiale è tutta rivolta alla crisi Irachena ? Balleranno
forse i cittadini americani quando dopo il conflitto, con tutta
probabilità, partiranno attentati a catena in suolo statunitense
? Alla fine viene da chiedersi chi davverò ballerà
dopo i bombardamenti, dopo che son saltate tutte le alleanze internazionali
che si erano faticosamente costruite nel corso degli anni.
di TSJ
(Domenica,
16 Marzo, 2003)
Per
maggiori approfondimenti e per le fonti:
http://www.cnn.com