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In Attesa del Conflitto
di Top Secret John

Premessa Dal titolo si comprendono già le argomentazioni che cercherò di sviluppare in questo testo, ma una breve prefazione mi è necessaria per non essere frainteso dai membri del Cise. Il permissivismo spesso non paga, e l'essere ciechi di fronte a certi problemi paga ancor meno, questo è il punto. Una cosa che ormai non si può più negare è il fatto che, il nostro pianeta, è ormai da anni sotto meticolosa osservazione da parte di civiltà provenienti da altri pianeti. Le loro intenzioni possiamo solo ipotizzarle, ma anche nella migliore di queste ipotesi non ci vedo, personalmente, niente di buono. Ma questa è solo un'intuizione personale e, come tale, se non viene avvalorata da elementi maggiormente tangibili della sola "intuizione", rimane solo come una bolla di sapone che non lascia traccia alcuna dopo la sua "esplosione". Come al solito per meglio spiegare certi concetti utilizzerò esempi più o meno attuali che poco hanno a che spartire con gli Ufo.

Intenzioni ET Gli Ebe sono per forza più intelligenti di noi, su questo non c'è dubbio. Se riescono ad arrivare fin qui sono inevitabilmente dotati di mezzi tecnologici che noi probabilmente non possiamo immaginarci neanche nel più fantascientifico dei film hollywoodiani, e questo non è un punto a nostro favore. Ma l'intelligenza non è un semplice elemento che si può rinchiudere in una categoria preconfezionata, almeno per noi terrestri. Essa è dotata di infinite sfaccettature caratteristiche che, a seconda degli individui, emergono di più delle altre, formando così la propensione per l'individuo per la matematica, piuttosto che per l'arte o per qualsiasi altra materia. Proprio questo elemento di dinamicità della nostra intelligenza sembra non appartenere agli extraterrestri che ci visitano. Questa superficiale deduzione la traggo da ciò che vedo, ovvero dalle forme espressive che vengono utilizzate da questi esseri : in precedenti testi scrissi della "freddezza" artistica che caratterizza i loro mezzi di locomozione, mai decorati o comunque mai sintomatici di quell'estro che è invece proprio di noi umani ; altro elemento che non può essere ignorato è la rappresentazione grafica dei crop circles, ovvero delle forme geometriche che altro non fanno pensare che a teoremi di matematica, e quindi ancora una volta alla "freddezza" dei numeri e della tecnologia che, da serva delle necessità degli esseri viventi, si è eretta ad imperante illegittimo della loro stessa vita. Da ciò ne consegue quindi che invece di esprimere le loro emozioni tramite raffigurazioni grafiche di tipo puramente artistico (proprie quindi della nostra dinamicità mentale), essi esprimono con i crop circles ciò che realmente hanno nel cervello, ovvero numeri, numeri, e ancora numeri. La tecnologia li ha resi loro servi e quindi, come spesso accade nella storia, Davide si è ribellato a Golia, vincendolo. La tecnologia per cui da "serva" è diventata "padrone", cancellando gradualmente ogni residuo di emotività non-razionale che questi esseri possedevano (sempre che l'abbiano mai posseduta fino in fondo). Da queste mie supposizioni, potrei continuare blaterando con la solita storiella del fatto che la guerra è un'arte e che di conseguenza noi siamo favoriti, partendo anche qui dalla convinzione che il nostro pianeta gli serve integro con noi che fungiamo da schiavi. Ma questo argomento lo affrontai già in precedenti testi, e mi sembra quindi giusto cercare di sondare ogni possibilità connessa alle intenzioni degli Ebe. Si supponga, per assurdo, che questi esseri non abbiano intenzioni ostili nei nostri confronti. Come dovremmo comportarci in tal caso ? Non vorrei scatenare un putiferio fra i membri, ma credo che, una volta appurata la buona fede, l'ospitalità non vada negata a nessuno. Qualcuno starà scuotendo la testa perplesso, qualcun'altro starà facendo la lama del coltello sul monitor del suo PC, ma se ci si ferma a pensare per un attimo ci rendiamo facilmente conto che ciò che il Cise e il pianeta terra in genere va cercando, è il controllo e l'autonomia assoluta. Il controllo non si discosta dalla semplice ospitalità (non permanente) di qualche innocuo visitatore spaziale, sempre ammesso che vengano prese le dovute cautele per accertarsi che i visitatori non siano troppo "espansivi" o "invadenti" nelle loro scampagnate interplanetarie. Con ciò si vuole mandare un messaggio forte e chiaro, il cui senso va ricercato nella diffidenza di noi del Cise, e di noi terrestri, nelle intenzioni manifestate dagli Ebe, e non nella loro "razza". Questo è un equivoco sul quale è meglio chiarire una volta per tutte, affinchè non si vada a cadere nella superficialità intenzionale più subdola di coloro che cercano con ogni possibile modo di creare divisioni fra razze, tribù, ceti sociali, etc.etc. Il processo che si cerca di intentare non è sul colore di pelle grigio, o sull'altezza degli Ebe, bensì sui loro probabili intendimenti ostili nei nostri confronti. Per cui dico, se non sono ostili, che male c'è ad ospitarne periodicamente piccole compagini (a numero chiuso) per fargli fare un giro turistico (sotto scorta militare) nel nostro derelitto pianeta ? Non ci sarebbe nessun problema a fare ciò, perchè l'odio che abbiamo per gli alieni non è dovuto al fatto che sono diversi da noi, ma dal fatto che ci stanno trattando come delle cavie da laboratorio. Se fossero animati da buone intenzioni si potrebbe imparare molto gli uni dagli altri, ma purtroppo tutti gli indizi di cui disponiamo ci lasciano quell'amaro in bocca di chi sa che questi buoni propositi sono da rilegarsi al campo della fantascienza, o nel migliore dei casi all'utopia più ingenua. Chi, per semplicità d'animo e infantile candore, pensa di venire a patti con degli esseri superiori mossi solo dalla smania di sopraffazione del più debole, è un illuso ed è un ostacolo al Cise. Bisogna acquisire la giusta informazone della casistica ufologica e cercare poi di giudicare il tutto a mente fredda e con pensiero critico, prima di lanciarsi in sconvenienti "abbracci" affettuosi con l'invasore. Basti pensare alle drammatiche conseguenze a cui vanno incontro i rapiti : molti perdono il lavoro, vengono ridicolizzati, cadono in depressione per via delle notti insonni causate dal turbamento emotivo provocato dal rapimento alieno, e la lista degli "effetti collaterali" continua. Non voglio neanche menzionare dei casi di strane malattie (che spesso portano alla morte) che si sono avuti dopo incontri ravvicinati con gli Ufo o con le tecnologie usate dai loro occupanti.

Maledetta Hollywood Spero di non andare troppo fuori argomento. Qualcuno si chiederà cosa centra Hollywood con gli Ufo, qualcuno saprà già la risposta, e qualcun'altro avendo già la risposta si interroga sul come rattoppare questa situazione che ormai da anni sta buttando letame e discredito negli studi ufologici seri. Gli ultimi dieci anni hanno segnato un calo pazzesco nella credibilità dell'Ufologia, e il tutto va ricondotto al modo in cui queste tematiche vengono spesso affrontate dai mass-media e, più generalmente parlando, nel modo in cui ci vengono proposte nei film o telefilm americani. Se un dato argomento viene trattato con una certa ilarità, e con una buona dose di ignoranza aggiunta, ciò che il pubblico percepisce è sostanzialmente il concetto per cui "se l'argomento viene trattato in questa maniera, significa che dietro non c'è niente di serio". Niente di più sbagliato. Il potere dei mass-media di pilotare le credenze e le ideologie delle persone è la vera arma in mano ai nostri governanti. Qualsiasi argomento di cronaca, tragico o ultra-drammatico che sia, se viene trattato con una certa leggerezza si tramuta in uno spauracchio che ha perso le proprie qualità, ovvero quelle di impaurire e quindi di far riflettere la gente. La cosa più spaventosa che un governante può immaginarsi è proprio quella che d'improvviso il popolo inizi a riflettere, a farsi delle domande, smettendo di provare soddisfazione fine a stessa grazie a quattro risate provocate da un film comico. Trasformare le cose serie in argomenti buffi, e le cose con una limitata importanza in argomenti da incubo. Questa è la dottrina principale usata da chi ci governa, e non riesco a trovare esempio migliore che quello attuale della guerra in Iraq. D'accordo tutti sul fatto che Saddam Hussein sia un terribile criminale e tutto il resto, ma davvero è più criminale adesso di quanto non lo era alla fine degli anni ottanta, quando riceveva armi (anche chimiche) in grossa quantità dagli Usa ? Chi davvero crede, razionalmente parlando, che questo terribile mostro un giorno possa svegliarsi la mattina e distruggere il mondo intero ingoiandolo nelle sue immonde fauci ? Si vuol far percepire l'Iraq come una tremenda minaccia per il mondo intero, e tutto il processo di aggressione ormai non necessita più neanche di prove, non c'è più bisogno neanche del pretesto ; quando ad alzare la voce è il paese più forte (e arrogante) del pianeta, basta esplicitare l'intenzione, se qualcuno non è d'accordo non cambia niente, perchè la grande democrazia Americana termina laddove dovrebbe iniziare quella altrui. E' antidemocratico pensarla in modo diverso dagli Stati Uniti. E quindi in quest'ottica è semplice capire il perchè molte risoluzioni Onu per "l'autodeterminazione del popolo Palestinese" abbiano avuto risultati come quello del 1990, quando la votazione si concluse con 144 voti a favore contro solo 2 contrari... inutile dire che i due erano come sempre Usa e Israele, che mettendo il veto su quella risoluzione (come in altre), bloccarono il processo di pace in favore del processo di egemonia mondiale, che entrambi stanno cercando di mantenere ben saldo nelle proprie mani. Un'altra risoluzione dello stesso tipo si ebbe nel 1994 : il risultato fu 124 a 2... Il messaggio che si vuole mandare, da parte degli Usa, è semplice e chiaro : la democrazia è fare quello che decidiamo noi, non può esistere dialogo, perchè trovare vie di mezzo o accordi tra persone, o comunità civili, non rientra nelle opzioni che vi vengono offerte dalla nostra grande democrazia. Per cui, che si parli e si sbraiti quanto si vuole, tanto alla fine chi decide è sempre e solo il più forte.

Nel secondo articolo del primo capitolo dello Statuto delle Nazioni Unite, al quarto paragrafo si legge :

"I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite."

Ho sottolineato la parola "minaccia" e non la parola "forza", perchè al punto in cui siamo arrivati, ritengo utopia pura anche il solo semplice fatto di mettere in dubbio il fattore che include l'uso delle forze armate. I membri devono "astenersi dalla minaccia", recita il paragrafo, poichè saggiamente noi tutti sappiamo che dalle minacce non viene mai nulla di costruttivo. Detto questo, la dichiarazione ufficiale -da parte degli Usa- di una cosa che si chiama "Asse del Male" (Iraq, Iran, N.Corea), con conseguenti minacce costanti e perpetue, intimidazioni di ogni genere, e attacchi militari o semplici (e drammatiche) sanzioni economiche, sono tutte azioni che esulano completamente, in ogni loro forma, da quello che viene spesso definito il diritto internazionale. Il governo degli Stati Uniti sono una vera e propria Mafia legalizzata, dove il boss di turno (il Presidente) si sente in diritto di minacciare a proprio piacimento "l'integrità territoriale" o "l'indipendenza politica" degli stati che si scelgono come bersagli. La sedicente minaccia alla "sicurezza nazionale" -espressione usata ed abusata ma che ancor oggi fa la sua buona parte per intortare di paure virtuali le menti dei contribuenti americani- proviene, caso strano, sempre da paesi poveri con condizioni di vita ben al di sotto del livello di povertà, nella più classica e cruenta delle logiche per cui il lupo se la prende solo e sempre col piccolo e indifeso agnello di turno. Per applicare questa logica c'è bisogno che le "masse stupide" (il popolo), vengano rincretinite quotidianamente facendogli assumere come valori fondamentali della propria vita quello di strillare e piangere come dei forsennati per delle partite di calcio, oppure di tirare la cinghia per tre mesi al fine di accaparrarsi quell'ultimo status-symbol che il mercato della moda ha prodotto. Il popolo deve pensare allo svago fine a se stesso, deve vivere le proprie giornate in trepidante attesa che inizi il suo telefilm preferito, deve vivere l'intero corso della settimana in ansiosa attesa della partita della domenica, e vivere i mesi dell'anno in attesa delle due settimane di vacanze consentitegli dalla minoranza intelligente, sarebbe a dire i governanti. Non è auspicabile che gli interessi della "massa stupida" si spostino su questioni che non siano il cinema, il calcio, o qualsiasi altro prodotto d'intrattenimento che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente. Analizziamo il significato del termine "intrattenimento" : leggendo la definizione che ci da il vocabolario si ha una sensazione di "costrizione", il cui traino principale è l'attrazione per qualcosa, che produce una sorta di dipendenza che può essere paragonabile all'effetto delle droghe. Intrattenimento significa "trattenere". Le domande sorgono spontanee : trattenere chi, e da cosa ? La risposta al primo interrogativo è semplice, il soggetto in questione siamo noi, le "masse stupide". Più interessante è la seconda domanda, alla quale in parte ho già risposto precedentemente. Se qualcuno ci vuole "trattenere" da qualcosa, ci devono essere delle motivazioni che stanno dietro a questa costrizione, e la risposta va ricercata ancora una volta nell'espressione ormai carica di significati, lacrime, e sangue, che tutti conoscono come il "controllo delle masse". Non è affar del popolo quello di mettersi a pensare, perchè se questa tendenza subisse un'inversione ci renderemmo tutti conto che qualcosa non va in questo pianeta. Ci si potrebbe rendere conto che proprio durante la crisi degli operai della Fiat, alla fine dello scorso anno, il Parlamento ha votato all'unanimità un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 al mese (1142 euro circa). E' tristemente divertente notare che quando si tratta di riempirsi le tasche i politici italiani sono tutti dello stesso schieramento, scompaiono le divisioni tra maggioranza e opposizione, destra e sinistra, fascisti e comunisti, etc.etc. Quando si tratta di arraffare qualche soldo in più anche la destra e la sinistra italiana si mettono d'accordo. Davanti al dio denaro scompare qualsiasi ideologia politica. Il ruolo che viene attribuito a noi "masse stupide" è quello di semplici spettatori, per cui non importa se in tutto il mondo stanno avendo luogo manifestazioni "pacifiste" per fermare la guerra in Iraq, il nostro ruolo non ci permette di sollevare obiezioni. E' un pò come se un cagnolino si svegliasse la mattina reclamando al padrone il diritto di mangiare a tavola con lui, essendo stufo di prendere il cibo dalla ciotola che si trova per terra. Il padrone in quel caso rileggerebbe i diritti del cane, informandolo del fatto che le sue scelte democratiche si limitano al campo del cieco consumismo ; deve mangiare e stare zitto, riempirsi la pancia e non chiedersi perchè lui mangia per terra e il padrone invece seduto su di una comoda sedia. Questo esempio potrà sembrare un pò strano ai più, ma il suo significato di base è lo stesso anche per noi. Le nostre scelte democratiche iniziano e terminano con la scelta di articoli di moda, avendo assunto ormai come valori intoccabili l'inseguimento di mode passeggere, e fuorvianti, e la malsana idea per cui lo scopo ultimo della vita è quello di accumulare quanti più beni materiali si riesce. Ormai le ideologie politiche vengono mischiate e confuse -appositamente- fra indistricabili moltitudini di messaggi solo apparentemente commerciali, dove in realtà ciò che si vuole vendere va ben oltre il semplice prodotto griffato ; vengono proposti dei veri e propri "modelli" di pensiero il cui fine sperato dovrebbe essere quello di ottenere un'omologazione definitiva delle menti del gregge. In questo poco rassicurante contesto, non c'è più posto per le riflessioni a mente fredda su ciò che ci sta accadendo attorno : tramite i Tg, per esempio, ci viene proposta una realtà virtuale che poco ha a che spartire con la realtà effettiva. Il metodo in cui vengono costruite le notizie è lo stesso usato nel cinema : si cerca di creare delle semplificazioni portate agli estremi, il cui fine non è quello di divulgare la notizia, bensì di commuovere lo spettatore senza fargli porre domande aggiuntive. Tutte le mielose storielle dal forte impatto emotivo, servono solo ad aumentare l'auditel -e non ad informare- perchè ciò che dobbiamo percepire è solo l'apparenza dei fatti, la loro esteriorità. In questo triste contesto è nato quello che ormai tutti conosciamo col nome di "Infotainment" che -brutalmente- significa informazione+intrattenimento. In questo tipo di situazioni non è raro vedere il giornalista passare da notizie di stragi orrende direttamente a servizi di gossip, il tutto con conseguente e tempestiva metamorfosi della mimica facciale. I fatti di cronaca vengono sempre più spesso trasformati in pseudo-triller, col chiaro intento di commercializzare le vicende drammatiche e i drammi delle persone ad esse coinvolte. Quindi si sentono spesso pronunciare frasi del tipo "s'infittisce il mistero", o "il giallo continua..." e altre locuzioni verbali simili tipiche dei romanzi o dei più scadenti telefilm di serie B. In questo tipo di siparietto tragico-comico, si sente molte volte la musichetta di fondo del servizio che quasi copre completamente la narrazione del servizio stesso. Si tratta semplicemente di una nuova forma di intrattenimento cinematografico, dove le sceneggiature vengono prese direttamente dalla vita reale, però poi vengono proposte con le tecniche narrative classiche del cinema o del teatro, seppellendo quindi le informazioni importanti sotto una spessa coltre di lucette e musichette rincretinenti.

Conclusione Nell'ottica di un futuro conflitto che ci aspetta con gli Ebe, dobbiamo per prima cosa appianare le divergenze all'interno del nostro stesso pianeta, cercando di unire gli animi contro il nemico comune. Come primo passo per fare ciò c'è bisogno che i governanti e il popolo scendano a patti mettendosi sullo stesso piano, non creando cioè divisioni fra "chi comanda" e "chi subisce". Da qualche parte lessi che il lato vero e reale del tipo di atteggiamento che hanno i governanti lo può cogliere solo il popolo, e l'atteggiamento corrispettivo del popolo lo può cogliere solo chi sta al potere. In pratica chi sta in cima alla torre capisce bene ciò che succede giù, e viceversa quelli che stanno giù capiscono bene quel che accade negli alti piani della torre. In quest'ottica in pratica ogni parte vedrebbe le debolezze e lo "squallore" del modo di pensare dell'altra parte in questione. L'utile sarebbe dunque conoscere se stessi ancor prima di conoscere l'antagonista, e questo ci viene chiaramente insegnato anche nei grandi trattati di guerra cinesi, dove il fattore del "conoscere se stessi" è quantomeno equivalente a quello del "conosci il nemico". La rivalità popolo/governo dovrebbe comunque essere intesa come una cosa costruttiva per entrambi, e non come un preludio per il raggiungimento dell'anarchia. In questo caso desidero mettere le mani avanti perchè questo discorso, trattato in questo modo, potrebbe incontrare equivoche interpretazioni di tipo eversivo, le quali ovviamente si discostano dalla realtà. Prima di terminare questo testo vorrei fare qualche chiarimento su alcune mie riflessioni che potrebbero venir fraintese : i continui riferimenti al governo Usa, alla sua politica adottata contro il resto del mondo, e tutte le nefandezze che i politici Statunitensi hanno fatto dopo averci liberato dal nazismo (e di questo gliene rendiamo atto), non hanno nessun fondo di "antiamericanismo". Gli Stati Uniti sono, indiscutibilmente, l'unica super-potenza mondiale che non ha bisogno di scendere a patti con nessuno per raggiungere i propri obiettivi. Chi concorda sul concetto per cui "la soluzione pacifiche delle contese sta sempre nelle mani del più forte", concorderà anche sul fatto che molte "contese" attuali sparirebbero se solo questa logica rientrasse nelle azioni intraprese dagli Usa. Il popolo americano, i civili, e i soldati semplici usati come burattini, sono vittime quanto lo siamo noi della politica del loro governo. Per molti versi ritengo che i cittadini americani siano -tra l'altro- molto più civili di quelli europei. Faccio il solito esempio stupido ma significativo : basta vedere una qualsiasi partita di un qualsivoglia sport americano, dove gli spettatori non sono alloggiati in "sezioni" dello stadio a seconda della propria "fede sportiva". In questi casi è abituale vedere tifosi in trasferta esultare per la propria squadra, anche con un certo vigore, proprio sotto il naso dei loro "colleghi" antagonisti. E' un pò come se in un derby Roma-Lazio, un tifoso romanista vestito di tutto punto iniziasse, da solo, a fare la "ola" per la propria squadra -magari dopo un gol decisivo- all'interno della curva dei tifosi laziali. Probabilmente sarebbe diffcile anche solo identificare il cadavere del poveretto. Ovviamente anche questo esempio rientra nell'ottica per cui il popolo deve usare le proprie energie per questioni futili, perdendo di vista i problemi davvero importanti. Il futuro della razza umana, e della sua casa, il pianeta terra, è oggi più che mai messo in discussione da nemici molto più vicini a noi di quanto potremmo immaginarci. La questione è semplice : continuare ad essere semplici spettatori di ciò che sta accadendo, e quindi venire schiacciati dalla smania di onnipotenza di pochi, oppure decidersi una volta per tutte di prendere in mano il proprio destino. Il Cise ci ha illuminato la strada da percorrere, ora è compito nostro farci avanti senza indecisioni.

 

di Top Secret John
- CISE

14 Gennaio 2003

 


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