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Guerra all'Infotainment*
di Top Secret John

Obiettivo Egemonia : Un guerra non necessaria, questa contro l'Iraq. E il dopoguerra si prevede pieno di ombre e di mille perchè che rimarranno senza risposte. Per cercare di immaginare la situazione che si verrà a creare dobbiamo prima andare a fare un piccolo "esame" sullo stato collettivo delle società del pianeta. Varie società caratterizzate da diversi obiettivi collettivi e personali dell'individuo, non fanno altro che complicare le cose. Come già scritto in qualche mio testo precedente, tutte le democrazie di quelli che noi chiamiamo "stati democratici e civilizzati" sono in realtà un infuso di ipocrisia che fa da contorno ad una vera e propria dittatura. Gli strumenti per ottenere il controllo delle masse sono molteplici, e se ci guardiamo intorno tutti noi ci accorgiamo benissimo che qualcuno (chi detiene le redini ultime del potere), ha interesse che il popolo venga distratto dalle cose veramente importanti e che contano per la collettività umana. I mezzi per fare ciò sono i soliti da decenni (da secoli). Basta prendere coscienza di ciò : basta guardarsi un attimo intorno e chiedersi che importanza hanno tutte le "mode e tendenze preconfezionate" che abitualmente con tempismo allucinante (e allucinogeno) ci piombano addosso come una valanga, mandando improvvisamente il cervello in stand-by. Tutto ciò ha un obiettivo ben preciso : distrarre le persone, distrarre le menti del popolo. La domanda successiva si presenta con grande spontaneità : distrarre da cosa ? O da chi, aggiungerei io. Proverò a dare una breve e banale risposta a questa domanda.

Quando si sente parlare di qualche importante fatto (per es. di cronaca) alla televisione, di solito si reagisce accogliendo ad occhi chiusi i punti di vista che ci vengono offerti, senza fermarsi a riflettere se ciò che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente possa avere delle spiegazioni alternative. Qualcuno ha definito questo tipo di disinformazione "la fabbrica del consenso", ovvero tutte quelle procedure elaborate dai governanti, che portano il popolo a credere ciecamente alle menzogne che si sentono, per esempio, nei Tg ipocriti dei paesi cosiddetti "democratici". Questo metodo è semplice da attuare : distrarre la gente con modelli di riferimento improponibili e con mode "passeggere" che tengano occupato il cervello delle persone comuni. Per comuni s'intendono i civili, e comunque coloro che non detengono importanti posti di potere.

Sto scrivendo questo breve testo proprio mentre gli Usa stanno preparando (fabbricando) il consenso mondiale alla loro aggressione all'Iraq, e proprio mentre questa drammatica e tesissima situazione sta per prendere forma, accendo per un attimo la Tv.... c'è Bruno Vespa che sta discutendo di un'importante e fondamentale fatto che non potrà passare inosservato : un intero programma di Porta a Porta che, con tanto di dati statistici (ovviamente commissionati da qualcuno), ci spiega che tra circa 100 anni le "bionde naturali" potrebbero non esistere più. Dopo qualche secondo di reazione allergica a tanta idiozia, mi sono chiesto perchè, nel momento in cui si stanno consumando più di 35 guerre nel pianeta, la situazione in Medioriente sta esplodendo, gli Usa stanno per bombardare il già afflitto popolo iracheno, si dia spazio a due ore di talk-show televisivo sulla possibile "estinzione delle bionde". Dopo qualche minuto mi riprendo e mi vengono in mente un paio di parole : controllo delle masse. Non so se questo piccolo aneddoto possa rappresentare un buon esempio, ma è senz'altro significativo della situazione che il nostro pianeta sta passando. Gli "strapagati" di questo pianeta sono gli strumenti inconsapevoli dell'elaborato piano messo su dai potenti. I restanti 4 miliardi e mezzo di persone seguono, e basta. La "fabbrica del consenso" è quell'insieme di falsità e menzogne che vengono elaborate e poi distribuite (al popolo), per conseguire una sorta di assenso generale all'obiettivo che il potente di turno vuole perseguire. Sto elaborando queste riflessioni proprio in un periodo in cui si sente parlare di "guerra preventiva" o, come la definisco io, "apertura ufficiale del far-west del XXI secolo", dove fabbricare il consenso mondiale significa autorizzare l'uso della forza armata per conseguire obiettivi di tipo puramente economico. La strategia sembra essere questa : facciamo arretrare gli altri... così aumentiamo il nostro margine di vantaggio. Il riferimento è chiaro, non sarò più esplicito.

Per fare un piccolo ma, forse significativo, esempio del livello di cieco materialismo che permea la società odierna, basta fare un breve riferimento ad una situazione purtroppo sempre attuale : il conflitto fra israeliani e palestinesi. Siamo stati abituati a giudicare i fatti e le persone completamente dall'apparenza che hanno, e non dall' essenza vera e propria delle azioni. Esempio : ci si scandalizza quando un poveraccio palestinese, portato alla completa disperazione e al senso di impotenza per la situazione tragica del suo popolo, si fa saltare in aria e uccide 10 israeliani, ma non ci si scandalizza se un elicottero Apache israeliano in piena notte spara missili contro un palazzo palestinese uccidendo più di 14 bambini. Il punto è : se ammazzi vestito in giacca e cravatta, stai ristabilendo l'ordine, o comunque ti stai difendendo, mentre se è un povero straccione ad ammazzare, vieni considerato un terrorista. Quindi, a parità di fattori, non si è considerati "terroristi" se ci si veste per bene, e se non ci si sporcano le mani mentre si compiono omicidi di massa. Questa nostra "civile" società è arrivata a questo punto : il povero è cattivo e suscita paura, il ricco è sempre giustificabile e più "accostabile" alla nostra realtà quotidiana. In poche parole, se si vede una persona pulita e profumata, vestita in giacca e cravatta, e gli si accosta una persona umile e povera, vestita magari con abiti trasandati e non proprio candidi, si ha la propensione "naturale" di pensare che senza dubbio il signore benestante è una persona onesta, mentre il disgraziato che gli sta accanto è un delinquente, o giù di lì.

Questa è solo una piccola riflessione, basata sull'esempio del tragico conflitto israelo/palestinese, che ho fatto per far meglio capire il livello di materialismo a cui è arrivata la nostra società : l'importante è apparire bene, e non "agire" bene, dato che ormai ciò che viene percepito dai nostri occhi è solo l'immagine, e non quello che ci sta dietro. In questa distorta visione della realtà, quelli che vengono favoriti sono i "benestanti", mentre i poveri -dando un'immagine materiale non adeguata- vengono sempre bollati come "terroristi", o delinquenti. Tutto questo perchè ormai, ribadisco, i nostri occhi sono stati abituati a percepire solo l'immagine materiale : immagine "pulita" = brava gente, immagine "sporca" = delinquenti. Poi però, scavando scavando, si viene a scoprire che in realtà non è così. Il problema però è averne voglia di "scavare" e, soprattutto, aver prima preso coscienza della situazione per poter "scavare" più a fondo. Il detto "l'abito non fa il monaco" è più che mai valido in questi tempi, ma purtroppo non sempre viene applicato nella giusta maniera. E' una società classista, questo è il punto. Però poi quando si va vedere nel vocabolario il significato del termine "terrorismo", ci si accorge che la definizione che viene data è : metodo di lotta politica, consistente nel ricorso sistematico ad azioni violente che creano il "terrore" tra la popolazione.

Qualcuno dubita che, se in piena notte ti viene bombardato il palazzo dove stai dormendo, e ti svegli di soprassalto vedendo fuoco, macerie, pezzi di corpi mutilati e sangue, non venga un pochino la sensazione di terrore ? Eleviamo il tutto alla decima potenza se, come nel caso del palazzo bombardato, le principali vittime avevano fra i 5 e 12 anni... La definizione del vocabolario è esplicita e inequivocabile : "azioni violente che creano il terrore". Paura provocano anche le parole dell'amministrazione Bush dopo la tragedia : "Israele ha usato la mano pesante". La scemenza della frase ovviamente si commenta da sola.

Fattore Infotainment : Se un dato argomento viene trattato con una certa ilarità, e con una buona dose di ignoranza aggiunta, ciò che il pubblico percepisce è sostanzialmente il concetto per cui "se l'argomento viene trattato in questa maniera, significa che dietro non c'è niente di serio". Niente di più sbagliato. Il potere dei mass-media di pilotare le credenze e le ideologie delle persone è la vera arma in mano ai nostri governanti. Qualsiasi argomento di cronaca, tragico o ultra-drammatico che sia, se viene trattato con una certa leggerezza si tramuta in uno spauracchio che ha perso le proprie qualità, ovvero quelle di impaurire e quindi di far riflettere la gente. La cosa più spaventosa che un governante può immaginarsi è proprio quella che d'improvviso il popolo inizi a riflettere, a farsi delle domande, smettendodi provare soddisfazione fine a stessa grazie a quattro risate provocate da un film comico. Trasformare le cose serie in argomenti buffi, e le cose con una limitata importanza in argomenti da incubo. Questa è la dottrina principale usata da chi ci governa, e non riesco a trovare esempio migliore che quello attuale della guerra in Iraq. D'accordo tutti sul fatto che Saddam Hussein sia un terribile criminale e tutto il resto, ma davvero è più criminale adesso di quanto non lo era alla fine degli anni ottanta, quando riceveva armi (anche chimiche) in grossa quantità dagli Usa ? Chi davvero crede, razionalmente parlando, che questo terribile mostro un giorno possa svegliarsi la mattina e distruggere il mondo intero ingoiandolo nelle sue immonde fauci ? Si vuol far percepire l'Iraq come una tremenda minaccia per il mondo intero, e tutto il processo di aggressione ormai non necessita più neanche di prove, non c'è più bisogno neanche del pretesto ; quando ad alzare la voce è il paese più forte (e arrogante) del pianeta, basta esplicitare l'intenzione, se qualcuno non è d'accordo non cambia niente, perchè la grande democrazia Americana termina laddove dovrebbe iniziare quella altrui. E' antidemocratico pensarla in modo diverso dagli Stati Uniti. E quindi in quest'ottica è semplice capire il perchè molte risoluzioni Onu per "l'autodeterminazione del popolo Palestinese" abbiano avuto risultati come quello del 1990, quando la votazione si concluse con 144 voti a favore contro solo 2 contrari... inutile dire che i due erano come sempre Usa e Israele, che mettendo il veto su quella risoluzione (come in altre), bloccarono il processo di pace in favore del processo di egemonia mondiale, che entrambi stanno cercando di mantenere ben saldo nelle proprie mani. Un'altra risoluzione dello stesso tipo si ebbe nel 1994 : il risultato fu 124 a 2... Il messaggio che si vuole mandare, da parte degli Usa, è semplice e chiaro : la democrazia è fare quello che decidiamo noi, non può esistere dialogo, perchè trovare vie di mezzo o accordi tra persone, o comunità civili, non rientra nelle opzioni che vi vengono offerte dalla nostra grande democrazia. Per cui, che si parli e si sbraiti quanto si vuole, tanto alla fine chi decide è sempre e solo il più forte.

Nel secondo articolo del primo capitolo dello Statuto delle Nazioni Unite, al quarto paragrafo si legge :

"I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite."

Ho sottolineato la parola "minaccia" e non la parola "forza", perchè al punto in cui siamo arrivati, ritengo utopia pura anche il solo semplice fatto di mettere in dubbio il fattore che include l'uso delle forze armate. I membri devono "astenersi dalla minaccia", recita il paragrafo, poichè saggiamente noi tutti sappiamo che dalle minacce non viene mai nulla di costruttivo. Detto questo, la dichiarazione ufficiale -da parte degli Usa- di una cosa che si chiama "Asse del Male" (Iraq, Iran, N.Corea), con conseguenti minacce costanti e perpetue, intimidazioni di ogni genere, e attacchi militari o semplici (e drammatiche) sanzioni economiche, sono tutte azioni che esulano completamente, in ogni loro forma, da quello che viene spesso definito il diritto internazionale.

Il governo degli Stati Uniti è una vera e propria Mafia legalizzata, dove il boss di turno (il Presidente) si sente in diritto di minacciare a proprio piacimento "l'integrità territoriale" o "l'indipendenza politica" degli stati che si scelgono come bersagli. La sedicente minaccia alla "sicurezza nazionale" -espressione usata ed abusata ma che ancor oggi fa la sua buona parte per intortare di paure virtuali le menti dei contribuenti americani- proviene, caso strano, sempre da paesi poveri con condizioni di vita ben al di sotto del livello di povertà, nella più classica e cruenta delle logiche per cui il lupo se la prende solo e sempre col piccolo e indifeso agnello di turno. Per applicare questa logica c'è bisogno che le "masse stupide" (il popolo), vengano rincretinite quotidianamente facendogli assumere come valori fondamentali della propria vita quello di strillare e piangere come dei forsennati per delle partite di calcio, oppure di tirare la cinghia per tre mesi al fine di accaparrarsi quell'ultimo status-symbol che il mercato della moda ha prodotto. Il popolo deve pensare allo svago fine a se stesso, deve vivere le proprie giornate in trepidante attesa che inizi il suo telefilm preferito, deve vivere l'intero corso della settimana in ansiosa attesa della partita della domenica, e vivere i mesi dell'anno in attesa delle due settimane di vacanze consentitegli dalla minoranza intelligente, sarebbe a dire i governanti. Non è auspicabile che gli interessi della "massa stupida" si spostino su questioni che non siano il cinema, il calcio, o qualsiasi altro prodotto d'intrattenimento che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente. Analizziamo il significato del termine "intrattenimento" : leggendo la definizione che ci da il vocabolario si ha una sensazione di "costrizione", il cui traino principale è l'attrazione per qualcosa, che produce una sorta di dipendenza che può essere paragonabile all'effetto delle droghe. Intrattenimento significa "trattenere". Le domande sorgono spontanee : trattenere chi, e da cosa ? La risposta al primo interrogativo è semplice, il soggetto in questione siamo noi, le "masse stupide". Più interessante è la seconda domanda, alla quale in parte ho già risposto precedentemente. Se qualcuno ci vuole "trattenere" da qualcosa, ci devono essere delle motivazioni che stanno dietro a questa costrizione, e la risposta va ricercata ancora una volta nell'espressione ormai carica di significati, lacrime, e sangue, che tutti conoscono come il "controllo delle masse". Non è affar del popolo quello di mettersi a pensare, perchè se questa tendenza subisse un'inversione ci renderemmo tutti conto che qualcosa non va in questo pianeta. Ci si potrebbe rendere conto che proprio durante la crisi degli operai della Fiat, alla fine dello scorso anno, il Parlamento ha votato all'unanimità un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 al mese (1142 euro circa). E' tristemente divertente notare che quando si tratta di riempirsi le tasche i politici italiani sono tutti dello stesso schieramento, scompaiono le divisioni tra maggioranza e opposizione, destra e sinistra, fascisti e comunisti, etc.etc. Quando si tratta di arraffare qualche soldo in più anche la destra e la sinistra italiana si mettono d'accordo. Davanti al dio denaro scompare qualsiasi ideologia politica. Il ruolo che viene attribuito a noi "masse stupide" è quello di semplici spettatori, per cui non importa se in tutto il mondo stanno avendo luogo manifestazioni "pacifiste" per fermare la guerra in Iraq, il nostro ruolo non ci permette di sollevare obiezioni.

E' un pò come se un cagnolino si svegliasse la mattina reclamando al padrone il diritto di mangiare a tavola con lui, essendo stufo di prendere il cibo dalla ciotola che si trova per terra. Il padrone in quel caso rileggerebbe i diritti del cane, informandolo del fatto che le sue scelte democratiche si limitano al campo del cieco consumismo ; deve mangiare e stare zitto, riempirsi la pancia e non chiedersi perchè lui mangia per terra e il padrone invece seduto su di una comoda sedia. Questo esempio potrà sembrare un pò strano ai più, ma il suo significato di base è lo stesso anche per noi. Le nostre scelte democratiche iniziano e terminano con la scelta di articoli di moda, avendo assunto ormai come valori intoccabili l'inseguimento di mode passeggere, e fuorvianti, e la malsana idea per cui lo scopo ultimo della vita è quello di accumulare quanti più beni materiali si riesce.

Ormai le ideologie politiche vengono mischiate e confuse -appositamente- fra indistricabili moltitudini di messaggi solo apparentemente commerciali, dove in realtà ciò che si vuole vendere va ben oltre il semplice prodotto griffato ; vengono proposti dei veri e propri "modelli" di pensiero il cui fine sperato dovrebbe essere quello di ottenere un'omologazione definitiva delle menti del gregge. In questo poco rassicurante contesto, non c'è più posto per le riflessioni a mente fredda su ciò che ci sta accadendo attorno : tramite i Tg, per esempio, ci viene proposta una realtà virtuale che poco ha a che spartire con la realtà effettiva. Il metodo in cui vengono costruite le notizie è lo stesso usato nel cinema : si cerca di creare delle semplificazioni portate agli estremi, il cui fine non è quello di divulgare la notizia, bensì di commuovere lo spettatore senza fargli porre domande aggiuntive. Tutte le mielose storielle dal forte impatto emotivo, servono solo ad aumentare l'auditel -e non ad informare- perchè ciò che dobbiamo percepire è solo l'apparenza dei fatti, la loro esteriorità.

In questo triste contesto è nato quello che ormai tutti conosciamo col nome di "Infotainment" che -brutalmente- significa informazione+intrattenimento. In questo tipo di situazioni non è raro vedere il giornalista passare da notizie di stragi orrende direttamente a servizi di gossip, il tutto con conseguente e tempestiva metamorfosi della mimica facciale. I fatti di cronaca vengono sempre più spesso trasformati in pseudo-triller, col chiaro intento di commercializzare le vicende drammatiche e i drammi delle persone ad esse coinvolte. Quindi si sentono spesso pronunciare frasi del tipo "s'infittisce il mistero", o "il giallo continua..." e altre locuzioni verbali simili tipiche dei romanzi o dei più scadenti telefilm di serie B. In questo tipo di siparietto tragico-comico, si sente molte volte la musichetta di fondo del servizio che quasi copre completamente la narrazione del servizio stesso. Si tratta semplicemente di una nuova forma di intrattenimento cinematografico, dove le sceneggiature vengono prese direttamente dalla vita reale, però poi vengono proposte con le tecniche narrative classiche del cinema o del teatro, seppellendo quindi le informazioni importanti sotto una spessa coltre di lucette e musichette rincretinenti.

Conclusione : Questo testo è una sorta di miscela di testi precedenti che scrissi, ma vedendo che molti concetti sono applicabili (purtroppo) a tutto quello che sta succedendo in questi giorni, ho deciso di fare un'opera di "restyling" e di proporre il tutto secondo un'ottica differente. Tra il popolo ed il governo ci dev'essere stretta collaborazione, e il tutto deve avere come base il rispetto reciproco (cosa che adesso manca). Come primo passo per fare ciò c'è bisogno che i governanti e il popolo scendano a patti mettendosi sullo stesso piano, non creando cioè divisioni fra "chi comanda" e "chi subisce". Da qualche parte lessi che il lato vero e reale del tipo di atteggiamento che hanno i governanti lo può cogliere solo il popolo, e l'atteggiamento corrispettivo del popolo lo può cogliere solo chi sta al potere. In pratica chi sta in cima alla torre capisce bene ciò che succede giù, e viceversa quelli che stanno giù capiscono bene quel che accade negli alti piani della torre. In quest'ottica in pratica ogni parte vedrebbe le debolezze e lo "squallore" del modo di pensare dell'altra parte in questione.

L'utile sarebbe dunque conoscere se stessi ancor prima di conoscere l'antagonista, e questo ci viene chiaramente insegnato anche nei grandi trattati di guerra cinesi, dove il fattore del "conoscere se stessi" è quantomeno equivalente a quello del "conosci il nemico". La rivalità popolo/governo dovrebbe comunque essere intesa come una cosa costruttiva per entrambi, e non come un preludio per il raggiungimento dell'anarchia. In questo caso desidero mettere le mani avanti perchè questo discorso, trattato in questo modo, potrebbe incontrare equivoche interpretazioni di tipo eversivo, le quali ovviamente si discostano dalla realtà.

Prima di terminare questo testo vorrei fare qualche chiarimento su alcune mie riflessioni che potrebbero venir fraintese : i continui riferimenti al governo Usa, alla sua politica adottata contro il resto del mondo, e tutte le nefandezze che i politici Statunitensi hanno fatto dopo averci liberato dal nazismo (e di questo gliene rendiamo atto), non hanno nessun fondo di "antiamericanismo". Gli Stati Uniti sono, indiscutibilmente, l'unica super-potenza mondiale che non ha bisogno di scendere a patti con nessuno per raggiungere i propri obiettivi. Chi concorda sul concetto per cui "la soluzione pacifica delle contese sta sempre nelle mani del più forte", concorderà anche sul fatto che molte "contese" attuali sparirebbero se solo questa logica rientrasse nelle azioni intraprese dagli Usa. Il popolo americano, i civili, e i soldati semplici usati come burattini, sono vittime quanto lo siamo noi della politica del loro governo. Per molti versi ritengo che i cittadini americani siano -tra l'altro- molto più civili di quelli europei. Faccio il solito esempio stupido ma significativo : basta vedere una qualsiasi partita di un qualsivoglia sport americano, dove gli spettatori non sono alloggiati in "sezioni" dello stadio a seconda della propria "fede sportiva". In questi casi è abituale vedere tifosi in trasferta esultare per la propria squadra, anche con un certo vigore, proprio sotto il naso dei loro "colleghi" antagonisti. E' un pò come se in un derby Roma-Lazio, un tifoso romanista vestito di tutto punto iniziasse, da solo, a fare la "ola" per la propria squadra -magari dopo un gol decisivo- all'interno della curva dei tifosi laziali. Probabilmente sarebbe diffcile anche solo identificare il cadavere del poveretto. Ovviamente anche questo esempio rientra nell'ottica per cui il popolo deve usare le proprie energie per questioni futili, perdendo di vista i problemi davvero importanti. Il futuro della razza umana, e della sua casa, il pianeta terra, è oggi più che mai messo in discussione da nemici molto più vicini a noi di quanto potremmo immaginarci. La questione è semplice : continuare ad essere semplici spettatori di ciò che sta accadendo, e quindi venire schiacciati dalla smania di onnipotenza di pochi, oppure decidersi una volta per tutte di prendere in mano il proprio destino.

di Top Secret John
- CISE

3 Febbraio 2003
(revisione/mix)

 

* Il titolo che ho voluto dare a questo testo la dice lunga su come dovremmo reagire alla politica della disinformazione messa in atto per rincretinire il popolo. Personalmente il metodo che ho adottato è quello di non accendere la Tv (e funziona a meraviglia !), e ricavare le informazioni che mi servono da giornali, internet, libri e -ahimè- dal televideo, dove almeno vengono proposte notizie ANSA che non vengono interpretate dai vari giornalisti faziosi o ignoranti che tanto vanno di moda qui in Italia. Il problema è che ultimamente (negli ultimi 10 mesi) la situazione è andata addirittura a peggiorare, e anche i telegiornali che prima potevano essere sopportati sono diventati anch'essi inguardabili. La cosa che mi chiedo è quanto la gente si divertirà ancora a vedere una televisione fatta esclusivamente di Grandi Fratelli, Veline, Letterine, e Tg condotti da personaggi comici la cui maggior preoccupazione e di "non fare torto a nessuno", o almeno a quelli che sono in grado di difendersi. Mi chiedo quanto durerà ancora questa situazione. Il problema non mi tocca perchè, come già detto, la mia personale soluzione l'ho già trovata, ma c'è un sacco d'altra gente che trae la propria informazione solo da questi nostri malandati Tg, e la cosa mi mette sinceramente paura. Adesso si vorrebbe mettere il "guinzaglio" anche ad Internet, per bloccare definitivamente le idee di coloro che sono stanchi marci di questo andazzo. Per adesso possiamo ancora diffondere le nostre idee, ma un domani potremo ancora farlo ? E' meglio che ci si dia una mossa in fretta per cambiare l'andatura delle cose, adesso che non è ancora tutto perduto. L'importante è unificare tutte le associazioni e i gruppi di persone che la pensano allo stesso modo, per contrastare così quella consistente massa di persone che ancora non ha aperto gli occhi (o intenzionalmente non li vuole aprire). Come qualcuno disse in passato, la speranza è sempre l'ultima a morire, ma anche la prima ad ammalarsi, e non è saggio aspettare con le mani in tasca che questo cancro vada in metastasi.

 


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