Guerra all'Infotainment*
di Top Secret John
Obiettivo Egemonia :
Un guerra non necessaria, questa contro l'Iraq. E il dopoguerra
si prevede pieno di ombre e di mille perchè che rimarranno senza
risposte. Per cercare di immaginare la situazione che si verrà
a creare dobbiamo prima andare a fare un piccolo "esame" sullo
stato collettivo delle società del pianeta. Varie società caratterizzate
da diversi obiettivi collettivi e personali dell'individuo, non
fanno altro che complicare le cose. Come già scritto in qualche
mio testo precedente, tutte le democrazie di quelli che noi chiamiamo
"stati democratici e civilizzati" sono in realtà un infuso di
ipocrisia che fa da contorno ad una vera e propria dittatura.
Gli strumenti per ottenere il controllo delle masse sono molteplici,
e se ci guardiamo intorno tutti noi ci accorgiamo benissimo che
qualcuno (chi detiene le redini ultime del potere), ha interesse
che il popolo venga distratto dalle cose veramente importanti
e che contano per la collettività umana. I mezzi per fare ciò
sono i soliti da decenni (da secoli). Basta prendere coscienza
di ciò : basta guardarsi un attimo intorno e chiedersi che importanza
hanno tutte le "mode e tendenze preconfezionate" che abitualmente
con tempismo allucinante (e allucinogeno) ci piombano addosso
come una valanga, mandando improvvisamente il cervello in stand-by.
Tutto ciò ha un obiettivo ben preciso : distrarre le persone,
distrarre le menti del popolo. La domanda successiva si presenta
con grande spontaneità : distrarre da cosa ? O da chi, aggiungerei
io. Proverò a dare una breve e banale risposta a questa domanda.
Quando si sente parlare
di qualche importante fatto (per es. di cronaca) alla televisione,
di solito si reagisce accogliendo ad occhi chiusi i punti di vista
che ci vengono offerti, senza fermarsi a riflettere se ciò che
ci viene sbattuto in faccia quotidianamente possa avere delle
spiegazioni alternative. Qualcuno ha definito questo tipo di disinformazione
"la fabbrica del consenso", ovvero tutte quelle procedure elaborate
dai governanti, che portano il popolo a credere ciecamente alle
menzogne che si sentono, per esempio, nei Tg ipocriti dei paesi
cosiddetti "democratici". Questo metodo è semplice da attuare
: distrarre la gente con modelli di riferimento improponibili
e con mode "passeggere" che tengano occupato il cervello delle
persone comuni. Per comuni s'intendono i civili, e comunque coloro
che non detengono importanti posti di potere.
Sto scrivendo questo breve
testo proprio mentre gli Usa stanno preparando (fabbricando) il
consenso mondiale alla loro aggressione all'Iraq, e proprio mentre
questa drammatica e tesissima situazione sta per prendere forma,
accendo per un attimo la Tv.... c'è Bruno Vespa che sta discutendo
di un'importante e fondamentale fatto che non potrà passare inosservato
: un intero programma di Porta a Porta che, con tanto di dati
statistici (ovviamente commissionati da qualcuno), ci spiega che
tra circa 100 anni le "bionde naturali" potrebbero non esistere
più. Dopo qualche secondo di reazione allergica a tanta idiozia,
mi sono chiesto perchè, nel momento in cui si stanno consumando
più di 35 guerre nel pianeta, la situazione in Medioriente sta
esplodendo, gli Usa stanno per bombardare il già afflitto popolo
iracheno, si dia spazio a due ore di talk-show televisivo sulla
possibile "estinzione delle bionde". Dopo qualche minuto mi riprendo
e mi vengono in mente un paio di parole : controllo delle masse.
Non so se questo piccolo aneddoto possa rappresentare un buon
esempio, ma è senz'altro significativo della situazione che il
nostro pianeta sta passando. Gli "strapagati" di questo pianeta
sono gli strumenti inconsapevoli dell'elaborato piano messo su
dai potenti. I restanti 4 miliardi e mezzo di persone seguono,
e basta. La "fabbrica del consenso" è quell'insieme di falsità
e menzogne che vengono elaborate e poi distribuite (al popolo),
per conseguire una sorta di assenso generale all'obiettivo che
il potente di turno vuole perseguire. Sto elaborando queste riflessioni
proprio in un periodo in cui si sente parlare di "guerra preventiva"
o, come la definisco io, "apertura ufficiale del far-west del
XXI secolo", dove fabbricare il consenso mondiale significa autorizzare
l'uso della forza armata per conseguire obiettivi di tipo puramente
economico. La strategia sembra essere questa : facciamo arretrare
gli altri... così aumentiamo il nostro margine di vantaggio. Il
riferimento è chiaro, non sarò più esplicito.
Per fare un piccolo ma,
forse significativo, esempio del livello di cieco materialismo
che permea la società odierna, basta fare un breve riferimento
ad una situazione purtroppo sempre attuale : il conflitto fra
israeliani e palestinesi. Siamo stati abituati a giudicare i fatti
e le persone completamente dall'apparenza che hanno, e non dall'
essenza vera e propria delle azioni. Esempio : ci si scandalizza
quando un poveraccio palestinese, portato alla completa disperazione
e al senso di impotenza per la situazione tragica del suo popolo,
si fa saltare in aria e uccide 10 israeliani, ma non ci si scandalizza
se un elicottero Apache israeliano in piena notte spara missili
contro un palazzo palestinese uccidendo più di 14 bambini. Il
punto è : se ammazzi vestito in giacca e cravatta, stai ristabilendo
l'ordine, o comunque ti stai difendendo, mentre se è un povero
straccione ad ammazzare, vieni considerato un terrorista. Quindi,
a parità di fattori, non si è considerati "terroristi" se ci si
veste per bene, e se non ci si sporcano le mani mentre si compiono
omicidi di massa. Questa nostra "civile" società è arrivata a
questo punto : il povero è cattivo e suscita paura, il ricco è
sempre giustificabile e più "accostabile" alla nostra realtà quotidiana.
In poche parole, se si vede una persona pulita e profumata, vestita
in giacca e cravatta, e gli si accosta una persona umile e povera,
vestita magari con abiti trasandati e non proprio candidi, si
ha la propensione "naturale" di pensare che senza dubbio il signore
benestante è una persona onesta, mentre il disgraziato che gli
sta accanto è un delinquente, o giù di lì.
Questa è solo una piccola
riflessione, basata sull'esempio del tragico conflitto israelo/palestinese,
che ho fatto per far meglio capire il livello di materialismo
a cui è arrivata la nostra società : l'importante è apparire bene,
e non "agire" bene, dato che ormai ciò che viene percepito dai
nostri occhi è solo l'immagine, e non quello che ci sta dietro.
In questa distorta visione della realtà, quelli che vengono favoriti
sono i "benestanti", mentre i poveri -dando un'immagine materiale
non adeguata- vengono sempre bollati come "terroristi", o delinquenti.
Tutto questo perchè ormai, ribadisco, i nostri occhi sono stati
abituati a percepire solo l'immagine materiale : immagine "pulita"
= brava gente, immagine "sporca" = delinquenti. Poi però, scavando
scavando, si viene a scoprire che in realtà non è così. Il problema
però è averne voglia di "scavare" e, soprattutto, aver prima preso
coscienza della situazione per poter "scavare" più a fondo. Il
detto "l'abito non fa il monaco" è più che mai valido in questi
tempi, ma purtroppo non sempre viene applicato nella giusta maniera.
E' una società classista, questo è il punto. Però poi quando si
va vedere nel vocabolario il significato del termine "terrorismo",
ci si accorge che la definizione che viene data è : metodo di
lotta politica, consistente nel ricorso sistematico ad azioni
violente che creano il "terrore" tra la popolazione.
Qualcuno dubita che, se
in piena notte ti viene bombardato il palazzo dove stai dormendo,
e ti svegli di soprassalto vedendo fuoco, macerie, pezzi di corpi
mutilati e sangue, non venga un pochino la sensazione di terrore
? Eleviamo il tutto alla decima potenza se, come nel caso del
palazzo bombardato, le principali vittime avevano fra i 5 e 12
anni... La definizione del vocabolario è esplicita e inequivocabile
: "azioni violente che creano il terrore". Paura provocano anche
le parole dell'amministrazione Bush dopo la tragedia : "Israele
ha usato la mano pesante". La scemenza della frase ovviamente
si commenta da sola.
Fattore Infotainment
: Se un dato argomento viene trattato con una certa ilarità,
e con una buona dose di ignoranza aggiunta, ciò che il pubblico
percepisce è sostanzialmente il concetto per cui "se l'argomento
viene trattato in questa maniera, significa che dietro non c'è
niente di serio". Niente di più sbagliato. Il potere dei mass-media
di pilotare le credenze e le ideologie delle persone è la vera
arma in mano ai nostri governanti. Qualsiasi argomento di cronaca,
tragico o ultra-drammatico che sia, se viene trattato con una
certa leggerezza si tramuta in uno spauracchio che ha perso le
proprie qualità, ovvero quelle di impaurire e quindi di far riflettere
la gente. La cosa più spaventosa che un governante può immaginarsi
è proprio quella che d'improvviso il popolo inizi a riflettere,
a farsi delle domande, smettendodi provare soddisfazione fine
a stessa grazie a quattro risate provocate da un film comico.
Trasformare le cose serie in argomenti buffi, e le cose con una
limitata importanza in argomenti da incubo. Questa è la dottrina
principale usata da chi ci governa, e non riesco a trovare esempio
migliore che quello attuale della guerra in Iraq. D'accordo tutti
sul fatto che Saddam Hussein sia un terribile criminale e tutto
il resto, ma davvero è più criminale adesso di quanto non lo era
alla fine degli anni ottanta, quando riceveva armi (anche chimiche)
in grossa quantità dagli Usa ? Chi davvero crede, razionalmente
parlando, che questo terribile mostro un giorno possa svegliarsi
la mattina e distruggere il mondo intero ingoiandolo nelle sue
immonde fauci ? Si vuol far percepire l'Iraq come una tremenda
minaccia per il mondo intero, e tutto il processo di aggressione
ormai non necessita più neanche di prove, non c'è più bisogno
neanche del pretesto ; quando ad alzare la voce è il paese più
forte (e arrogante) del pianeta, basta esplicitare l'intenzione,
se qualcuno non è d'accordo non cambia niente, perchè la grande
democrazia Americana termina laddove dovrebbe iniziare quella
altrui. E' antidemocratico pensarla in modo diverso dagli Stati
Uniti. E quindi in quest'ottica è semplice capire il perchè molte
risoluzioni Onu per "l'autodeterminazione del popolo Palestinese"
abbiano avuto risultati come quello del 1990, quando la votazione
si concluse con 144 voti a favore contro solo 2 contrari... inutile
dire che i due erano come sempre Usa e Israele, che mettendo il
veto su quella risoluzione (come in altre), bloccarono il processo
di pace in favore del processo di egemonia mondiale, che entrambi
stanno cercando di mantenere ben saldo nelle proprie mani. Un'altra
risoluzione dello stesso tipo si ebbe nel 1994 : il risultato
fu 124 a 2... Il messaggio che si vuole mandare, da parte degli
Usa, è semplice e chiaro : la democrazia è fare quello che decidiamo
noi, non può esistere dialogo, perchè trovare vie di mezzo o accordi
tra persone, o comunità civili, non rientra nelle opzioni che
vi vengono offerte dalla nostra grande democrazia. Per cui, che
si parli e si sbraiti quanto si vuole, tanto alla fine chi decide
è sempre e solo il più forte.
Nel secondo articolo del
primo capitolo dello Statuto delle Nazioni Unite, al quarto paragrafo
si legge :
"I Membri devono astenersi
nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia
o dall'uso della forza, sia contro l'integrità territoriale
o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque
altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite."
Ho sottolineato la parola
"minaccia" e non la parola "forza", perchè al punto in cui siamo
arrivati, ritengo utopia pura anche il solo semplice fatto di
mettere in dubbio il fattore che include l'uso delle forze armate.
I membri devono "astenersi dalla minaccia", recita il paragrafo,
poichè saggiamente noi tutti sappiamo che dalle minacce non viene
mai nulla di costruttivo. Detto questo, la dichiarazione ufficiale
-da parte degli Usa- di una cosa che si chiama "Asse del Male"
(Iraq, Iran, N.Corea), con conseguenti minacce costanti e perpetue,
intimidazioni di ogni genere, e attacchi militari o semplici (e
drammatiche) sanzioni economiche, sono tutte azioni che esulano
completamente, in ogni loro forma, da quello che viene spesso
definito il diritto internazionale.
Il governo degli Stati Uniti
è una vera e propria Mafia legalizzata, dove il boss di turno
(il Presidente) si sente in diritto di minacciare a proprio piacimento
"l'integrità territoriale" o "l'indipendenza politica" degli stati
che si scelgono come bersagli. La sedicente minaccia alla "sicurezza
nazionale" -espressione usata ed abusata ma che ancor oggi fa
la sua buona parte per intortare di paure virtuali le menti dei
contribuenti americani- proviene, caso strano, sempre da paesi
poveri con condizioni di vita ben al di sotto del livello di povertà,
nella più classica e cruenta delle logiche per cui il lupo se
la prende solo e sempre col piccolo e indifeso agnello di turno.
Per applicare questa logica c'è bisogno che le "masse stupide"
(il popolo), vengano rincretinite quotidianamente facendogli assumere
come valori fondamentali della propria vita quello di strillare
e piangere come dei forsennati per delle partite di calcio, oppure
di tirare la cinghia per tre mesi al fine di accaparrarsi quell'ultimo
status-symbol che il mercato della moda ha prodotto. Il popolo
deve pensare allo svago fine a se stesso, deve vivere le proprie
giornate in trepidante attesa che inizi il suo telefilm preferito,
deve vivere l'intero corso della settimana in ansiosa attesa della
partita della domenica, e vivere i mesi dell'anno in attesa delle
due settimane di vacanze consentitegli dalla minoranza intelligente,
sarebbe a dire i governanti. Non è auspicabile che gli interessi
della "massa stupida" si spostino su questioni che non siano il
cinema, il calcio, o qualsiasi altro prodotto d'intrattenimento
che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente. Analizziamo il
significato del termine "intrattenimento" : leggendo la definizione
che ci da il vocabolario si ha una sensazione di "costrizione",
il cui traino principale è l'attrazione per qualcosa, che produce
una sorta di dipendenza che può essere paragonabile all'effetto
delle droghe. Intrattenimento significa "trattenere". Le domande
sorgono spontanee : trattenere chi, e da cosa ? La risposta al
primo interrogativo è semplice, il soggetto in questione siamo
noi, le "masse stupide". Più interessante è la seconda domanda,
alla quale in parte ho già risposto precedentemente. Se qualcuno
ci vuole "trattenere" da qualcosa, ci devono essere delle motivazioni
che stanno dietro a questa costrizione, e la risposta va ricercata
ancora una volta nell'espressione ormai carica di significati,
lacrime, e sangue, che tutti conoscono come il "controllo delle
masse". Non è affar del popolo quello di mettersi a pensare, perchè
se questa tendenza subisse un'inversione ci renderemmo tutti conto
che qualcosa non va in questo pianeta. Ci si potrebbe rendere
conto che proprio durante la crisi degli operai della Fiat, alla
fine dello scorso anno, il Parlamento ha votato all'unanimità
un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000
al mese (1142 euro circa). E' tristemente divertente notare che
quando si tratta di riempirsi le tasche i politici italiani sono
tutti dello stesso schieramento, scompaiono le divisioni tra maggioranza
e opposizione, destra e sinistra, fascisti e comunisti, etc.etc.
Quando si tratta di arraffare qualche soldo in più anche la destra
e la sinistra italiana si mettono d'accordo. Davanti al dio denaro
scompare qualsiasi ideologia politica. Il ruolo che viene attribuito
a noi "masse stupide" è quello di semplici spettatori, per cui
non importa se in tutto il mondo stanno avendo luogo manifestazioni
"pacifiste" per fermare la guerra in Iraq, il nostro ruolo non
ci permette di sollevare obiezioni.
E' un pò come se un cagnolino
si svegliasse la mattina reclamando al padrone il diritto di mangiare
a tavola con lui, essendo stufo di prendere il cibo dalla ciotola
che si trova per terra. Il padrone in quel caso rileggerebbe i
diritti del cane, informandolo del fatto che le sue scelte democratiche
si limitano al campo del cieco consumismo ; deve mangiare e stare
zitto, riempirsi la pancia e non chiedersi perchè lui mangia per
terra e il padrone invece seduto su di una comoda sedia. Questo
esempio potrà sembrare un pò strano ai più, ma il suo significato
di base è lo stesso anche per noi. Le nostre scelte democratiche
iniziano e terminano con la scelta di articoli di moda, avendo
assunto ormai come valori intoccabili l'inseguimento di mode passeggere,
e fuorvianti, e la malsana idea per cui lo scopo ultimo della
vita è quello di accumulare quanti più beni materiali si riesce.
Ormai le ideologie politiche
vengono mischiate e confuse -appositamente- fra indistricabili
moltitudini di messaggi solo apparentemente commerciali, dove
in realtà ciò che si vuole vendere va ben oltre il semplice prodotto
griffato ; vengono proposti dei veri e propri "modelli" di pensiero
il cui fine sperato dovrebbe essere quello di ottenere un'omologazione
definitiva delle menti del gregge. In questo poco rassicurante
contesto, non c'è più posto per le riflessioni a mente fredda
su ciò che ci sta accadendo attorno : tramite i Tg, per esempio,
ci viene proposta una realtà virtuale che poco ha a che spartire
con la realtà effettiva. Il metodo in cui vengono costruite le
notizie è lo stesso usato nel cinema : si cerca di creare delle
semplificazioni portate agli estremi, il cui fine non è quello
di divulgare la notizia, bensì di commuovere lo spettatore senza
fargli porre domande aggiuntive. Tutte le mielose storielle dal
forte impatto emotivo, servono solo ad aumentare l'auditel -e
non ad informare- perchè ciò che dobbiamo percepire è solo l'apparenza
dei fatti, la loro esteriorità.
In questo triste contesto
è nato quello che ormai tutti conosciamo col nome di "Infotainment"
che -brutalmente- significa informazione+intrattenimento. In questo
tipo di situazioni non è raro vedere il giornalista passare da
notizie di stragi orrende direttamente a servizi di gossip, il
tutto con conseguente e tempestiva metamorfosi della mimica facciale.
I fatti di cronaca vengono sempre più spesso trasformati in pseudo-triller,
col chiaro intento di commercializzare le vicende drammatiche
e i drammi delle persone ad esse coinvolte. Quindi si sentono
spesso pronunciare frasi del tipo "s'infittisce il mistero", o
"il giallo continua..." e altre locuzioni verbali simili tipiche
dei romanzi o dei più scadenti telefilm di serie B. In questo
tipo di siparietto tragico-comico, si sente molte volte la musichetta
di fondo del servizio che quasi copre completamente la narrazione
del servizio stesso. Si tratta semplicemente di una nuova forma
di intrattenimento cinematografico, dove le sceneggiature vengono
prese direttamente dalla vita reale, però poi vengono proposte
con le tecniche narrative classiche del cinema o del teatro, seppellendo
quindi le informazioni importanti sotto una spessa coltre di lucette
e musichette rincretinenti.
Conclusione : Questo
testo è una sorta di miscela di testi precedenti che scrissi,
ma vedendo che molti concetti sono applicabili (purtroppo) a tutto
quello che sta succedendo in questi giorni, ho deciso di fare
un'opera di "restyling" e di proporre il tutto secondo un'ottica
differente. Tra il popolo ed il governo ci dev'essere stretta
collaborazione, e il tutto deve avere come base il rispetto reciproco
(cosa che adesso manca). Come primo passo per fare ciò c'è bisogno
che i governanti e il popolo scendano a patti mettendosi sullo
stesso piano, non creando cioè divisioni fra "chi comanda" e "chi
subisce". Da qualche parte lessi che il lato vero e reale del
tipo di atteggiamento che hanno i governanti lo può cogliere solo
il popolo, e l'atteggiamento corrispettivo del popolo lo può cogliere
solo chi sta al potere. In pratica chi sta in cima alla torre
capisce bene ciò che succede giù, e viceversa quelli che stanno
giù capiscono bene quel che accade negli alti piani della torre.
In quest'ottica in pratica ogni parte vedrebbe le debolezze e
lo "squallore" del modo di pensare dell'altra parte in questione.
L'utile sarebbe dunque conoscere
se stessi ancor prima di conoscere l'antagonista, e questo ci
viene chiaramente insegnato anche nei grandi trattati di guerra
cinesi, dove il fattore del "conoscere se stessi" è quantomeno
equivalente a quello del "conosci il nemico". La rivalità popolo/governo
dovrebbe comunque essere intesa come una cosa costruttiva per
entrambi, e non come un preludio per il raggiungimento dell'anarchia.
In questo caso desidero mettere le mani avanti perchè questo discorso,
trattato in questo modo, potrebbe incontrare equivoche interpretazioni
di tipo eversivo, le quali ovviamente si discostano dalla realtà.
Prima di terminare questo
testo vorrei fare qualche chiarimento su alcune mie riflessioni
che potrebbero venir fraintese : i continui riferimenti al governo
Usa, alla sua politica adottata contro il resto del mondo, e tutte
le nefandezze che i politici Statunitensi hanno fatto dopo averci
liberato dal nazismo (e di questo gliene rendiamo atto), non hanno
nessun fondo di "antiamericanismo". Gli Stati Uniti sono, indiscutibilmente,
l'unica super-potenza mondiale che non ha bisogno di scendere
a patti con nessuno per raggiungere i propri obiettivi. Chi concorda
sul concetto per cui "la soluzione pacifica delle contese sta
sempre nelle mani del più forte", concorderà anche sul fatto che
molte "contese" attuali sparirebbero se solo questa logica rientrasse
nelle azioni intraprese dagli Usa. Il popolo americano, i civili,
e i soldati semplici usati come burattini, sono vittime quanto
lo siamo noi della politica del loro governo. Per molti versi
ritengo che i cittadini americani siano -tra l'altro- molto più
civili di quelli europei. Faccio il solito esempio stupido ma
significativo : basta vedere una qualsiasi partita di un qualsivoglia
sport americano, dove gli spettatori non sono alloggiati in "sezioni"
dello stadio a seconda della propria "fede sportiva". In questi
casi è abituale vedere tifosi in trasferta esultare per la propria
squadra, anche con un certo vigore, proprio sotto il naso dei
loro "colleghi" antagonisti. E' un pò come se in un derby Roma-Lazio,
un tifoso romanista vestito di tutto punto iniziasse, da solo,
a fare la "ola" per la propria squadra -magari dopo un gol decisivo-
all'interno della curva dei tifosi laziali. Probabilmente sarebbe
diffcile anche solo identificare il cadavere del poveretto. Ovviamente
anche questo esempio rientra nell'ottica per cui il popolo deve
usare le proprie energie per questioni futili, perdendo di vista
i problemi davvero importanti. Il futuro della razza umana, e
della sua casa, il pianeta terra, è oggi più che mai messo in
discussione da nemici molto più vicini a noi di quanto potremmo
immaginarci. La questione è semplice : continuare ad essere semplici
spettatori di ciò che sta accadendo, e quindi venire schiacciati
dalla smania di onnipotenza di pochi, oppure decidersi una volta
per tutte di prendere in mano il proprio destino.
di Top Secret John
- CISE
3 Febbraio 2003
(revisione/mix)
* Il titolo che ho voluto
dare a questo testo la dice lunga su come dovremmo reagire alla
politica della disinformazione messa in atto per rincretinire
il popolo. Personalmente il metodo che ho adottato è quello di
non accendere la Tv (e funziona a meraviglia !), e ricavare le
informazioni che mi servono da giornali, internet, libri e -ahimè-
dal televideo, dove almeno vengono proposte notizie ANSA che non
vengono interpretate dai vari giornalisti faziosi o ignoranti
che tanto vanno di moda qui in Italia. Il problema è che ultimamente
(negli ultimi 10 mesi) la situazione è andata addirittura a peggiorare,
e anche i telegiornali che prima potevano essere sopportati sono
diventati anch'essi inguardabili. La cosa che mi chiedo è quanto
la gente si divertirà ancora a vedere una televisione fatta esclusivamente
di Grandi Fratelli, Veline, Letterine, e Tg condotti da personaggi
comici la cui maggior preoccupazione e di "non fare torto a nessuno",
o almeno a quelli che sono in grado di difendersi. Mi chiedo quanto
durerà ancora questa situazione. Il problema non mi tocca perchè,
come già detto, la mia personale soluzione l'ho già trovata, ma
c'è un sacco d'altra gente che trae la propria informazione solo
da questi nostri malandati Tg, e la cosa mi mette sinceramente
paura. Adesso si vorrebbe mettere il "guinzaglio" anche ad Internet,
per bloccare definitivamente le idee di coloro che sono stanchi
marci di questo andazzo. Per adesso possiamo ancora diffondere
le nostre idee, ma un domani potremo ancora farlo ? E' meglio
che ci si dia una mossa in fretta per cambiare l'andatura delle
cose, adesso che non è ancora tutto perduto. L'importante è unificare
tutte le associazioni e i gruppi di persone che la pensano allo
stesso modo, per contrastare così quella consistente massa di
persone che ancora non ha aperto gli occhi (o intenzionalmente
non li vuole aprire). Come qualcuno disse in passato, la speranza
è sempre l'ultima a morire, ma anche la prima ad ammalarsi, e
non è saggio aspettare con le mani in tasca che questo cancro
vada in metastasi.