Obiettivo Iran
di Top Secret John
In ogni caccia c'è una preda
e un predatore, in questo contesto il predatore è il Governo degli
Stati Uniti, la preda finale non è l'Iran, bensì le riserve energetiche
della regione della cosiddetta "Eurasia". Prima di affrontare
con dovizia di particolari questo argomento vorrei chiarire prima
alcune cose : non sono un esperto di politica mondiale, strategie
di geopolitica o cose simili. Sono semplice appassionato, e l'interesse
deriva dal fatto di cercare di vedere come stanno realmente le
cose, la verità che si cela dietro il fiume di menzogne che ci
vengono propinate. L'idea di questo testo mi è venuta mentre ero
in una fase di dormiveglia, e il tutto è iniziato con una paurosa
intuizione scaturita, forse, dai libri che sto leggendo ultimamente.
Senza perdere tempo prendo carta e penna, e butto giù due righe.
Di notte fonda. Due sono le parole che continuano a danzarmi nel
cervello : Iran e Unocal. Lo sfondo di queste due parole è costituito
da un offuscato panorama a stelle e strisce. Detti i presupposti,
partiamo con ordine nel delineare gli elementi che mi hanno portato
a giungere alla conclusione che dopo l'Iraq i prossimi saranno
gli Iraniani.
1) Gli attacchi dell'11
Settembre sono stati una manosanta per l'amministrazione Bush,
ed hanno fornito il pretesto ideale per portare avanti la campagna
"Libertà Duratura", o, come la percepisco io, "Egemonia Duratura".
L'ascesa dei talebani è stata fortemente appoggiata dal governo
degli Stati Uniti, che passava i soldi ai servizi segreti pakistani,
l'ISI, per assicurarsi che i talebani ottenessero nel più breve
tempo possibile il controllo dell'intero paese. Nel frattempo
funzionari del governo Talebano facevano avanti e indietro dall'Afghanistan
agli Stati Uniti per negoziare la proposta Usa di costruire attraverso
l'Afghanistan un oleodotto-gasdotto che assicurasse al governo
Usa il controllo totale, ed egemonico, delle risorse energetiche
naturali (e ancora non sfruttate) della zona del mar Caspio. In
questa disperata corsa contro il tempo gli Usa erano inseguiti
dalla Russia, dall'Iran e dal crescente interesse della Cina.
2) L'11 Settembre tutte
le procedure d'allarme per intercettare gli aerei dirottati non
sono state messe in atto. In un'ora e venticinque minuti di attacco,
tanto è durato l'azione dei "martiri" di al-Qaeda, nessun aereo
è stato intercettato. Strano, perchè alle procedure per la difesa
aerea degli Usa bastano 30 secondi per entrare in azione... L'Fbi
sapeva, la Cia sapeva, l'amministrazione Bush ha fatto finta di
non sapere. Quando mesi prima arrivarono le segnalazioni, alla
Cia e Fbi, di vari istruttori di volo che dissero che certi loro
studenti islamici erano interessati solo alle virate -e non al
decollo o all'atterraggio- il tutto venne insabbiato. Serviva
una nuova "Pearl Harbour" per dare al popolo americano la paura
necessaria per accettare all'unanimità l'uccisione di più di 3000
civili in Afghanistan, senza catturare Osama bin Laden o fare
niente di significativo. Come disse il Generale Franks all'inizio
della campagna militare "Osama non è tra gli obiettivi di questa
missione". Non lo era probabilmente neanche nel Marzo del 1996,
quando il Sudan offrì su un piatto d'argento l'estradizione di
Osama negli Stati Uniti o in Arabia Saudita. "No, grazie per il
pensiero, basta che lasci il paese" risposero i funzionari americani
all'allettante offerta. I fatti sono sotto il naso di tutti :
dopo la caduta dell'impero sovietico serviva un altro nemico per
giustificare tutte le nefandezze del governo Usa. Il comunismo
era cosa vecchia, c'era bisogno invece di infondere paure nuove,
che avessero lasciato carta bianca ai mafiosi della "White House".
Il presidente Bush ha subito messo le cose in chiaro : "la guerra
al terrorismo durerà minimo minimo 30 anni...". Avranno tirato
un bel sospiro di sollievo i criminali in giacca e cravatta dell'amministrazione
Bush, "adesso abbiamo trovato una giustificazione della durata
di 30 anni per fare tutte le puttanate che ci saltano in testa...",
avranno pensato i vari Colin Powell, Dick Cheney e Bush vari.
Il presidente Bush si è aperto la strada alle presidenziali con
un bagno di sangue senza precedenti, frantumando tutti i record
precedenti delle esecuzioni capitali per lo stato del Texas (del
quale era governatore) e mandando alla pena di morte addirittura
un ragazzino down. Dato il periodo l'unica frase che mi viene
in mente è "se questo è un uomo...". Tutta l'amministrazione Bush
ha le sue fondamenta bagnate di sangue, e se continuerà di questo
passo ci affogheranno anche in quel sangue.
Piccolo aneddoto : il guerrafondaio
Dick Cheney non vide mai gli orrori della guerra del Vietnam,
poichè con uno stratagemma riuscì ad evitare la mandata alle armi.
Curioso che adesso gli si sia risvegliato l'impeto di guerriero
spargisangue con la smania di lanciare bombe in ogni dove. Per
quale accidenti non è andato a sparare in Vietnam se aveva tutta
questa voglia di far saltare in aria qualche testa ? Perchè il
"senso della patria" non se lo fece venire anche in quegli anni
? Adesso pretenderebbe che i contribuenti americani chiudano gli
occhi di fronte alle sue fesserie grazie solamente alla formuletta
magica (e stupida) del "senso di patriottismo americano" ? Il
fatto essenziale da capire è che in America le armi sono una tradizione
quanto le torte di mele, e che questa tendenza non può essere
controvertita democraticamente (nonostante ci siano manifestazioni
annuali per limitare la libera circolazione delle armi da fuoco)
perchè i principali finanziatori delle campagne pubblicitarie
dei futuri presidenti degli Usa sono le multinazionali delle armi...
è quindi impossibile che il presidente abbia idee contrarie a
quelle attuali, poichè un presidente del genere non verrebbe mai
eletto. Praticamente tutti i presidenti che hanno vinto le elezioni
erano anche quelli che avevano avuto la campagna pubblicitaria
più sfarzosa e costosa dei concorrenti. E questo vale anche per
l'attuale Bush, che spese molto più di Al Gore per la campagna
pubblicitaria delle presidenziali del 2000. Ma qui sto andando
fuori tema, cerco di rientrarci.
3) Si stava parlando del
fatto che i piani di al-Qaeda non vennero in alcun modo ostacolati,
adesso espongo il perchè. I piani per l'attacco all'Afghanistan
erano iniziati molto prima dell'11 Settembre, da almeno due anni,
e la data che era stata stabilita per iniziare le operazioni era
proprio l'Ottobre 2001. Il fatto scatenante era che i talebani,
dopo continui colloqui con funzionari del governo Usa, si rifiutarono
di concedere sostegno per la costruzione di un oleodotto-gasdotto
che congiungesse gli stati dell'Asia Centrale, e precisamente
il Turkmenistan, al Pakistan passando per l'Afghanistan. L'Afghanistan
era la pedina più importante, poichè l'Iran era nemica storica
degli Usa, e non avrebbe mai permesso a nessuna compagnia statunitense
(la Unocal) di costruire nel suo territorio. I colloqui tra i
funzionari talebani e la Unocal all'inizio era cordiali e tutto
filava liscio : erano stati addirittura stilati alcuni progetti
lavorativi che avrebbero sfruttato la povera gente afghana come
manodopera a basso prezzo per la costruzione dell'oleodotto-gasdotto
(insomma, nuovo schiavismo made in Usa). Improvvisamente i talebani,
con l'arrivo dell'amministrazione Bush, fecero chiaramente capire
che non si sarebbero messi a fare i "camerieri" dell'America,
e che quindi la tanto agognata intesa economica per assicurare
la sicurezza dell'oleodotto era cosa da gettare nel dimenticatoio.
Nonostante ciò il governo Usa non perse la fiducia, e continuò
a finanziare il governo talebano tramite l'ISI e l'Arabia Saudita.
Anche nel 2001 vennero dati 55 milioni di dollari con la richiesta
di distruggere i campi di coltivazione di oppio in Afghanistan...
è un pò come se una persona regalasse una pistola ad un serial-killer
con la richiesta di usarla solo in un poligono di tiro... La parola
vergogna esiste in inglese (shame), ma probabilmente non rientra
nel vocabolario dei criminali in giacca e cravatta dell'amminsitrazione
Bush.
Ma ritorniamo ai fatti :
quando il governo Usa perse ogni speranza perchè i talebani collaborassero,
passarono alle minacce (la solita vecchia abitudine), facendo
ben chiaro che se non collaboravano per il loro assurdo progetto
economico potevano tranquillamente reputarsi spacciati, poichè
tutti i piani di guerra erano già pronti.
4) 11 Settembre 2001 : quattro
Boeing 747 cadono sulle teste degli americani, tutti nell'amministrazione
Bush cadono dalle nuvole (o almeno fanno finta) davanti alle domande
dei giornalisti, e da consumati attori di hollywood affermano
che nella loro vita neanche una volta avevano pensato che degli
aeroplani sarebbero potuti essere usati come dei missili. Falso.
Falsissimo. La CIA e l'FBI (nonchè la FAA,la FEMA e altri servizi
segreti di mezzo mondo) era a conoscenza dei piani di al-Qaeda
almeno dal 1995, quando a Manila venne arrestato un membro di
al-Qaeda con nel computer un complesso piano per dirottare undici
aerei da far esplodere. Due degli undici però si sarebbero dovuti
schiantare sul WTC e sul Pentagono o, a scelta, contro la sede
della CIA in Virginia. Il siparietto comico dei chirichetti dell'amministrazione
Bush è iniziato quando neanche dopo 24 ore dopo l'attacco già
si puntava l'indice contro il loro amico -oops, lapsus froidiano-
nemico Osama bin Laden. Tutte le persone con un minimo di sale
in zucca si saranno chiesti : "come accidenti facevano a non sapere
che 4 boeing gli stavano cadendo in testa, però dopo sole poche
ore sapevano già chi glieli aveva lanciati ?". La domanda è legittima
mi sembra, come del resto è legittimo e sacrosanto il dubbio.
Ci sono due possibilità : o sapevano e hanno lasciato fare oppure...
oppure niente, c'è ne solo una di possibilità. In tutto questo
marasma di dichiarazioni e smentite, i politici dell'amministazione
Bush hanno mentito sulle loro responsabilità davanti alle telecamere
di tutto il mondo. Ma ciò non sorprende, è solo la storia che
si ripete. D'altronde lo stesso Clinton ha avuto dei trascorsi
di attore che nulla hanno a che invidiare a Bush. Quando scoppiò
lo scandalo di Monica Lewinsky disse il falso sotto giuramento
davanti alle telecamere di tutto il mondo. Il falsone guardava
dritto l'obiettivo con gli occhi che pian piano diventavano sempre
più lucidi e arrossati, la voce si faceva ora flebile ora intensa,
e la fissità del suo sguardo sull'obiettivo mentre ripeteva che
lui "non aveva mai avuto rapporti con quella donna", convinse
tutti quanti sulla sua innocenza. Peccato che la "donna" in questione
si era tenuto l'abito "macchiato" dal presidente per mesi e mesi
dentro il freezer. Una mossa che nessuno poteva certo aspettarsi.
Una cosa c'è da dire : Clinton è un'attore che farebbe mangiare
la polvere ai più blasonati premi oscar di hollywood. Su questo
non c'è dubbio. Il problema è che questo tipo di persone ci si
aspetta di trovarsele in qualche cabaret o simili, non certo a
ricoprire il ruolo di uomo più potente del mondo. Comunque la
discendenza ha avuto un degno erede con George junior... vabbè,
anche qui in Italia non è che siamo messi proprio bene, meglio
che stia zitto (ma almeno noi non andiamo a buttare bombe su nessuno).
Sto nuovamente andando fuori tema, cerco di rientrare nei binari.
5) Turkmenistan, Kirgizistan,
Uzbekistan, Tajikistan. Enormi giacimenti petroliferi, di gas,
oro, e altri inestimabili giacimenti di risorse energetiche ancora
non sfruttate, che fanno terribilmente gola a chi vuole definitivamente
solidificare la propria egemonia mondiale. Gli Stati Uniti sono
stufi marci di dipendere in modo quasi unilaterale dai giacimenti
dell'Arabia Saudita, e quindi stanno perseguendo il loro piano
per appropriarsi di quelle zone che gli garantirebbero anni prosperi
senza dipendere più da nessuno. E' per questo motivo che la Unocal
intende congiungere, con un oleodotto-gasdotto, i paesi dell'Asia
Centrale con il mare Arabico. Come già spesso riferito da illustri
studiosi americani, all'interno del governo Usa regna la filosofia
per cui "il mantenimento dell'egemonia è più importante della
sopravvivenza stessa". E' stato ribatezzato il "Big Game" del
futuro, chi riuscirà a mettere le mani su quei giacimenti energetici
potrà garantire al proprio paese un ruolo di primo piano nel panorama
dell'economia mondiale del ventunesimo secolo.
6) L' Iraq è il passo che
precede l'Iran. Come ben tutti sappiamo c'è una cosa che si chiama
"asse del male" (Iraq, Iran, N.Corea), ovvero quella lista di
"stati canaglia" denunciati dagli Stati Uniti. La Nord corea è
diventata ormai irrilevante a questo punto del processo, poichè
una volta attaccato (e conquistato) l'Iraq, i prossimi saranno
gli Iraniani. La Nord Corea potrebbe -in definitiva- scamparsela,
ma quando si parla di politica americana all'estero è meglio non
azzardare ipotesi troppo ottimistiche. Nella corsa per accaparrarsi
le risorse energetiche dei paesi prima citati, oltre che gli Usa,
c'è anche la Russia e l'Iran. La Russia vede in quei giacimenti
il rimedio ideale per una florida ripresa economica, mentre l'Iran
cementerebbe ancor di più la propria indipendenza economica, fattore
che non è certo congeniale alle mire espansionistiche/imperialistiche
degli Stati Uniti, che vogliono avere il controllo su tutto il
mercato economico globale.
La conclusione di tutto
questo discorso è semplice. L'Iran è al confine con l'Iraq, e
per attaccarlo con facilità sarebbe utile "colonizzare" prima
i territori adiacienti. La Turchia è già sotto il controllo degli
Usa, il Pakistan anche, l'Afghanistan lo sta diventando, l'Egitto
lo sta diventando, l'Arabia Saudita ha basi militari americane
permanenti (tra l'altro costruite dalla Bin Ladin Saudi Group,
la famiglia di Osama), Israele ovviamente non ne parliamo. L'Iraq
serve per ultimare il non rassicurante quadretto. Dopo la guerra
gli Stati Uniti metteranno un governo fantoccio filoamericano,
e installeranno sicuramente basi militari permanenti. Dopo di
ciò, inizieranno con la propaganda per costruire il consenso per
la loro prossima preda, l'Iran. Inizieranno col dire che l'Iran
appoggia i gruppi terroristi, che appoggia al-Qaeda, che forse
Bin Laden si trova lì, che stanno preparando armi nucleari, ancora
bla bla bla bla.... La solita fritta, rifritta, girata e rigirata
frittata puzzolente. Forse la propaganda durerà per un anno, forse
due, ma alla fine attaccheranno anche l'Iran, facendogli le stesse
proposte improponibili che fecero ai Talebani e a Saddam. Le minacce
di guerra all'Iraq iniziarono con la richiesta che tornassero
a lavoro gli ispettori dell'ONU : Saddam acconsentì, quindi si
passò a proposte ancora più assurde, come l'esilio dello stesso
raìs. Questo è il genere di proposte la cui assurdità deriva dal
fatto che già si sa che verranno rifiutate, poichè sono esse stesse
progettate per ottenere un rifiuto. L'Iraq serve senza Saddam
perchè così si può mettere al potere un governo filoamericano.
Tutto quì. Il prossimo è l'Iran, che spalancherà le porte alle
varie Unocal per mettere le mani sui vari giacimenti energetici
di quell'area. Tutto questo ragionamento mi è balzato improvvisamente
di notte, mentre stavo dormendo, e il fatto che sia nato da una
semplice e banale intuizione non significa che non potrà avverarsi
in futuro. Quando nei termini del ragionamento c'è anche la politica
estera degli Usa non bisogna più stupirsi di niente. Anche perchè
tutto il processo di aggressione che il governo Americano sta
costruendo è appoggiato dall'opinione pubblica abbindolata dalla
pressante propaganda disinformativa. Questo testo l'ho scritto
di getto, tutto nell'arco di 2-3 ore di notte, e pur potendo trattarsi
di un'intuizione scaturita essenzialmente da un incubo, ho sentito
la necessità di divulgare quanto prima queste brevi riflessioni.
di Top Secret John
- CISE
27 Gennaio 2003
