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State of Emergency
(La fabbrica del consenso)
di Top Secret John

Premessa In questa mia ultima fatica cercherò di elaborare qualche riflessione riguardante i possibili scenari che potrebbero verificarsi nei momenti immediatamente successivi ad un'invasione aliena. Il titolo che ho deciso di dare a questo testo è "state of emergency", ovvero "stato d'emergenza". I governi del mondo, subito dopo l'invasione, dichiareranno con tutta probabilità questo speciale "stato" in qui ci si trova in particolari e drammatiche situazioni : uno stato di completo panico tra i civili. Cercherò di proporre qualche punto di vista il più realistico possibile, e come conseguenza un piano d'emergenza per far fronte al nemico. Inoltre cercherò di approfondire la questione "psicologica" della guerra che ci attende, cercando di capire quali potrebbero essere i nostri possibili vantaggi e i loro svantaggi. Per far capire ciò, qualche esempio storico servirà allo scopo. Questo mio scritto vuole solo essere uno spunto aggiuntivo di riflessione, niente di più.

Aspetti Sociali Per cercare di immaginare la situazione che si verrà a creare dobbiamo prima andare a fare un piccolo "esame" sullo stato collettivo delle società del pianeta. Varie società caratterizzate da diversi obiettivi collettivi e personali dell'individuo, non fanno altro che complicare le cose. Come già scritto in qualche mio testo precedente, tutte le democrazie di quelli che noi chiamiamo "stati democratici e civilizzati" sono in realtà un infuso di ipocrisia che fa da contorno ad una vera e propria dittatura. Gli strumenti per ottenere il controllo delle masse sono molteplici, e se ci guardiamo intorno tutti noi ci accorgiamo benissimo che qualcuno (chi detiene le redini ultime del potere), ha interesse che il popolo venga distratto dalle cose veramente importanti e che contano per la collettività umana. I mezzi per fare ciò sono i soliti da decenni (da secoli). Basta prendere coscienza di ciò : basta guardarsi un attimo intorno e chiedersi che importanza hanno tutte le "mode e tendenze preconfezionate" che abitualmente con tempismo allucinante (e allucinogeno) ci piombano addosso come una valanga, mandando improvvisamente il cervello in stand-by. Tutto ciò ha un obiettivo ben preciso : distrarre le persone, distrarre le menti del popolo. La domanda successiva si presenta con grande spontaneità : distrarre da cosa ? O da chi, aggiungerei io. Proverò a dare una breve e banale risposta a questa domanda. Quando si sente parlare di qualche importante fatto (per es. di cronaca) alla televisione, di solito si reagisce accogliendo ad occhi chiusi i punti di vista che ci vengono offerti, senza fermarsi a riflettere se ciò che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente possa avere delle spiegazioni alternative. Qualcuno ha definito questo tipo di disinformazione "la fabbrica del consenso", ovvero tutte quelle procedure elaborate dai governanti, che portano il popolo a credere ciecamente alle menzogne che si sentono, per esempio, nei Tg ipocriti dei paesi cosiddetti "democratici". Questo metodo è semplice da attuare : distrarre la gente con modelli di riferimento improponibili e con mode "passeggere" che tengano occupato il cervello delle persone comuni. Per comuni s'intendono i civili, e comunque coloro che non detengono importanti posti di potere. Sto scrivendo questo breve testo proprio mentre gli Usa stanno preparando (fabbricando) il consenso mondiale alla loro aggressione all'Iraq, e proprio mentre questa drammatica e tesissima situazione sta per prendere forma, accendo per un attimo la Tv.... c'è Bruno Vespa che sta discutendo di un'importante e fondamentale fatto che non potrà passare inosservato : un'intero programma di Porta a Porta che, con tanto di dati statistici (ovviamente commissionati da qualcuno), ci spiega che tra circa 100 anni le "bionde naturali" potrebbero non esistere più. Dopo qualche secondo di reazione allergica a tanta idiozia, mi sono chiesto perchè, nel momento in cui si stanno consumando più di 35 guerre nel pianeta, la situazione in Medioriente sta esplodendo, gli Usa stanno per bombardare il già afflitto popolo iracheno, si dia spazio a due ore di talk-show televisivo sulla possibile "estinzione delle bionde". Dopo qualche minuto mi riprendo e mi vengono in mente un paio di parole : controllo delle masse. Non so se questo piccolo aneddoto possa rappresentare un buon esempio, ma è senz'altro significativo della situazione che il nostro pianeta sta passando. Gli "strapagati" di questo pianeta sono gli strumenti inconsapevoli dell'elaborato piano messo su dai potenti. I restanti 4 miliardi e mezzo di persone seguono, e basta. La "fabbrica del consenso" è quell'insieme di falsità e menzogne che vengono elaborate e poi distribuite (al popolo), per conseguire una sorta di assenso generale all'obiettivo che il potente di turno vuole perseguire. Sto scrivendo questo testo proprio in un periodo in cui si sente parlare di "guerra preventiva" o, come la definisco io, "apertura ufficiale del far-west del XXI secolo", dove fabbricare il consenso mondiale significa autorizzare l'uso della forza armata per conseguire obiettivi di tipo puramente economico. La strategia sembra essere questa : facciamo arretrare gli altri... così aumentiamo il nostro margine di vantaggio. Il riferimento è chiaro, non sarò più esplicito. Nello stesso medesimo modo il nostro futuro è stato messo nelle mani di civiltà extraterrestri il cui unico interesse è quello di utilizzare le risorse del nostro pianeta, esseri umani compresi. Per fare un piccolo ma, forse significativo, esempio del livello di cieco materialismo che permea la società odierna, basta fare un breve riferimento ad una situazione purtroppo sempre attuale : il conflitto fra israeliani e palestinesi. Siamo stati abituati a giudicare i fatti e le persone completamente dall'apparenza che hanno, e non dall' essenza vera e propria delle azioni. Esempio : ci si scandalizza quando un poveraccio palestinese, portato alla completa disperazione e al senso di impotenza per la situazione tragica del suo popolo, si fa saltare in aria e uccide 10 israeliani, ma non ci si scandalizza se un elicottero Apache israeliano in piena notte spara missili contro un palazzo palestinese uccidendo più di 14 bambini. Il punto è : se ammazzi vestito in giacca e cravatta, stai ristabilendo l'ordine, o comunque ti stai difendendo, mentre se è un povero straccione ad ammazzare, vieni considerato un terrorista. Quindi, a parità di fattori, non si è considerati "terroristi" se ci si veste per bene, e se non ci si sporcano le mani mentre si compiono omicidi di massa. Questa nostra "civile" società è arrivata a questo punto : il povero è cattivo e suscita paura, il ricco è sempre giustificabile e più "accostabile" alla nostra realtà quotidiana. In poche parole, se si vede una persona pulita e profumata, vestita in giacca e cravatta, e gli si accosta una persona umile e povera, vestita magari con abiti trasandati e non proprio candidi, si ha la propensione "naturale" di pensare che senza dubbio il signore benestante è una persona onesta, mentre il disgraziato che gli sta accanto è un delinquente, o giù di lì. Questa è solo una piccola riflessione, basata sull'esempio del tragico conflitto israelo/palestinese, che ho fatto per far meglio capire il livello di materialismo a cui è arrivata la nostra società : l'importante è apparire bene, e non "agire" bene, dato che ormai ciò che viene percepito dai nostri occhi è solo l'immagine, e non quello che ci sta dietro. In questa distorta situazione della realtà, quelli che vengono favoriti sono i "benestanti", mentre i poveri -dando un'immagine materiale non adeguata- vengono sempre bollati come "terroristi", o delinquenti. Tutto questo perchè ormai, ribadisco, i nostri occhi sono stati abituati a percepire solo l'immagine materiale : immagine "pulita" = brava gente, immagine "sporca" = delinquenti. Poi però, scavando scavando, si viene a scoprire che in realtà non è così. Il problema però è averne voglia di "scavare" e, soprattutto, aver prima preso coscienza della situazione per poter "scavare" più a fondo. Il detto "l'abito non fa il monaco" è più che mai valido in questi tempi, ma purtroppo non sempre viene applicato nella giusta maniera. E' una società classista, questo è il punto. Però poi quando si va vedere nel vocabolario il significato del termine "terrorismo", ci si accorge che la definizione che viene data è : metodo di lotta politica, consistente nel ricorso sistematico ad azioni violente che creano il "terrore" tra la popolazione. Qualcuno dubita che, se in piena notte ti viene bombardato il palazzo dove stai dormendo, e ti svegli di soprassalto vedendo fuoco, macerie, pezzi di corpi mutilati e sangue, non venga un pochino la sensazione di terrore ? Eleviamo il tutto alla decima potenza se, come nel caso del palazzo bombardato, le principali vittime avevano fra i 5 e 12 anni... La definizione del vocabolario è esplicita e inequivocabile : "azioni violente che creano il terrore". Paura provocano anche le parole dell'amministrazione Bush dopo la tragedia : "Israele ha usato la mano pesante". La scemenza della frase ovviamente si commenta da sola. Mi sono comunque allargato un pò troppo, d'ora in poi in questo mio testo cercherò di seguire i punti principali che mi ero prefissato.

Stato d'Emergenza Con un'invasione aliena ci potrebbero essere varie alternative all'orizzonte. Una di queste è che il popolo riesce finalmente a prendere il potere della rivolta, del movimento di resistenza. Un'altra è la possibilità (realistica) che i potenti ci svendino e ci mettano alla mercè dei colonizzatori extraterrestri. In questo caso non cambierebbe molto, invece di lavorare ed essere controllati dai vari Bush e Berlusconi verremmo controllati dai vari Grigi e Nordici. Però le cose potrebbero andare diversamente, e i movimenti di resistenza, capeggiati dal Cise, potrebbero dare del filo da torcere ai, fin troppo sicuri di sè, Grigi e Nordici. La situazione potrebbe presentarsi più o meno così : parte l'invasione, senza alcun preavviso di nessun genere. E' il caos. Tutti si riverserebbero in strada, con la speranza di vedere di persona un fenomeno che fino a qualche minuto prima accoglievano scettici con derisioni e superficialità. Quando dopo alcuni giorni gli alieni si metteranno d'accordo con i governanti del pianeta (tutto in gran segreto) per decidere il ruolo degli eterni operai (noi), la gente li accoglierà con grande riverenza e clamore. Tutti saranno contenti, tutti penseranno che la fine dei problemi si avvicina. Ma si sbagliano. Proprio mentre l'intera collettività internazionale si farà prendere in giro, il Cise organizzerà in gran segreto le future sacche di resistenza armata, e scaglierà subito il primo attacco contro gli invasori. Mentre tutti sono increduli, bisognerà istituire un piccolo comitato d'emergenza che sia in grado di dare gli ordini ai vari gruppi distaccati. L'operazione principale e di primaria importanza è impedire qualsiasi tipo di comunicazione tra gli invasori e i governanti del nostro pianeta. Un sola cosa dovrà essere chiara e messa in risalto : se voi (gli ebe) occuperete il nostro pianeta, noi inizieremo con l'opera di resistenza armata. Non ci sono vie di mezzo possibili, poichè se così non fosse andremmo incontro ad una sorta di assuefazione e sottomissione spontanea all'idea di essere considerati schiavi. La situazione di panico che si verrà a creare subito dopo l'invasione aliena, sarà l'ideale per il Cise, perchè potremo agire totalmente indisturbati. L'interà economia mondiale si fermerà, la gente rimarrà interdetta e inerme (sia mentalmente che materialmente), e le forze dell'ordine saranno troppo impegnate a stabilire un contatto con gli invasori per preoccuparsi delle situazioni di ordinaria amministrazione. In questa situazione di caos generale, potremmo facilmente mettere le basi per la resistenza. La prima cosa da fare sarà ristabilire il contatto con tutti i membri sparsi per l'Italia, dopodichè si passerà all'individuazione e alla occupazione (con la forza se necessario) di luoghi inaccessibili e segreti, da dove poter iniziare a pianificare gli attacchi. Durante lo Stato d'Emergenza saremo anche facilitati nel mettere le mani sopra armamenti di vario tipo. Tutte le forze dell'ordine saranno occupate, e penetrare negli arsenali dell'esercito per prelevare ciò che ci serve potrebbe non essere poi così difficile. Contemporaneamente bisognerà iniziare a reclutare nuovi soldati, cercando tra la popolazione tutte le persone impaurite e scontente dell'arrivo degli Ebe. Una volta raggiunti tutti questi obiettivi, si inizierà a pianificare il primo attacco armato nella storia contro una civiltà extraterrestre. Qualcuno chiamerà l'azione "terrorismo", io preferisco chiamarla "spirito di sopravvivenza" e, soprattutto, "buon senso". La cosa più importante da fare è studiare le metodologie di ritirata e di "mimetismo urbano". Una volta sferrato l'attacco bisogna "scomparire" in luoghi sicuri e inaccessibili, la pianificazione della fuga deve essere tanto e pìù importante di quella dell'attacco. L'uso di fucili di precisione, per colpire da distanze di sicurezza, e di esplosivi radiocomandati, dovranno avere la precedenza su tutte le altre armi. Quel che conta è la fuga sicura e indenne dei membri implicati nell'azione. La situazione che si svilupperà dopo il "cessato allarme", si potrebbe provare a prevedere anche collegando tutto alle tematiche affrontate nel precedente capitolo. Ovvero alla realtà apparente, quella dell'immagine, e la realtà vera e propria, quella che ormai non viene più calcolata per via della strabordante importanza che viene attribuita all'immagine. L'immagine degli invasori che per prima salterà agli occhi sarà quella di una civiltà evolutissima dal punto di vista della tecnologia : da ciò ne deriverebbe la totale sottomissione, per via dell'immagine che si percepisce da una civiltà apparentemente "pulita" e senza secondi fini intuibili. Ovviamente chi non si è fatto appannare il cervello dal materialismo della nostra società si chiederà cosa spinge una civiltà così evoluta ad insediarsi nel nostro pianeta. La risposta, se conoscete la causa per cui si batte il Cise, la sapete già.

L'Arte, non la Forza I grandi trattati di guerra antichi ci spiegano bene la strategia da utilizzare contro un nemico con capacità tecnologiche superiori. Bisogna impadronirsi di ciò che loro possiedono, bisogna avere un'agilità e una capacità di movimento tale da poter operare con piccoli squadroni armati e poi ripiegare subito in ritirata. Come scrissi già in un mio precedente testo, la loro intenzione non è quella di radere al suolo questo pianeta, perchè ciò non è nei loro interessi, per cuì non possono accedere nei nascondigli della resistenza che, in questo caso, saranno disposti in ubicazioni ostili a esseri di corporatura esile e fragile (come ci vengono descritti i Grigi), che probabilmente (sicuramente) non riuscirebbero a resistere un giorno nel darci la caccia in luoghi quali montagne, zone caratterizzate da fitte foreste, etc.etc. C'è da sottolineare il fatto che questi esseri, si sono probabilmente assuefatti completamente all'uso della tecnologia, che ormai li ha resi schiavi del suo utilizzo, e per cui è difficile pensare che in una situazione di guerriglia intensa e caotica, dove l'arma vincente è l'improvvisazione e la creatività, degli esseri resi emotivamente "freddi" dallo smodato uso di tecnologia siano in grado di sviluppare dei sensati movimenti di battaglia. Per finire il concetto, ci tengo ad aggiungere (come già scritto in qualche mio testo precedente), che le azioni di guerra che hanno più efficacia, sono le cosiddette "azioni indirette", che sono quelle che apparentemente non seguono una logica, che è invece propria delle azioni dirette. La storia delle grandi battaglie ci insegna che, generalmente, la mossa più insensata e più faticosa da attuare, sia poi alla fine la mossa vincente. Questo aspetto degli esseri umani è un punto a favore che da solo ne vale dieci di quelli degli avversari. Ciò che conta è l'Arte, non la Forza. Questo principio era ben conosciuto dagli antichi strateghi militari cinesi : i due termini "xu" e "shi" ci spiegheranno chiaramente il concetto che si cela dietro questo antico (ma sempre efficace) principio. In una guerra, non bisogna mettere a confronto le due forze in campo, soprattutto se c'è disparità evidente, ma bisogna concentrarsi per trovare la via che ci permetta di fronteggiare la pienezza (xu), con il vuoto (shi) : si deve colpire l'uovo con la pietra -ma per un bruco l'uovo può essere la pietra- tutto è relativo. Bisogna utilizzare la forza stessa del nemico, nonchè i suoi punti deboli, per sconfiggerlo in una battaglia che, anche se non "onesta", si presenterà comunque vittoriosa per noi. Lo xu e lo shi sono entrambi dotati di punti deboli e punti forti, ma alla fine poi tutto rimane relativo. Per fare un piccolo esempio storico, si può fare riferimento agli insegnamenti che Zhu De dava ai soldati cinesi nella seconda guerra mondiale. I carri armati, gli aeroplani, l'artiglieria sono, ad un primo approccio, senz'altro più intimidatori rispetto a spade e semplici fucili, però i carri armati possono essere impiegati solo in zona di pianura, non possono penetrare nelle foreste, non possono avventurarsi nelle cime montagnose, non possono correre il rischio di attraversare profonde vallate, e poi non possono camminare senza carburante. Se viene bloccata la fornitura di carburante, cosa senz'altro più semplice di affrontare un carro armato con un fucile, la battaglia con questi sofisticati mezzi è vinta. La stessa cosa vale per gli aerei : quando sono in volo, per identificare le postazioni nemiche, devono avere una visuale chiara di ciò che intendono colpire, altrimenti sparano e sprecano missili a vuoto. Ma la visuale non è chiara se le basi vengono situate e accuratamente mimetizzate in delle fitte foreste. E la stessa cosa del carburante vale anche per gli aerei : bisogna bloccare il rifornimento alla fonte. Per cui, anche se difficile, è possibile sconfiggere un nemico dotato di mezzi di combattimento più forti e sofisticati. Il fine della guerra non è distruggere l'avversario, ma costringerlo alla resa : noi non abbiamo bisogno di polverizzare la civiltà dei Grigi (o dei Nordici) per vincere la guerra, abbiamo solo bisogno di costringerli a ritenere che la guerra che vogliono intraprendere gli porterà grosse perdite, e probabilmente conosceranno per la prima volta una cosa a cui sicuramente non sono abituati : l'esaurimento nervoso. Gli Ebe non sono abituati a scendere sul campo di battaglia e a ragionare velocemente nei momenti d'emergenza e di panico, perchè sono ormai completamente dipendenti dalla loro tecnologia, che li ha resi freddi e dotati di un pensiero "meccanico", mentre noi possediamo la capacità di risolvere con la creatività i problemi che ci si parano davanti. Un esempio stupidissimo per cercare di far comprendere meglio questo concetto è, per esempio, la totale mancanza di creatività nei loro mezzi di locomozione : gli Ufo, sono quasi tutti uguali, e comunque totalmente inespressivi. Se invece andiamo a vedere i nostri mezzi di locomozione, vediamo come ogni macchina è diversa, come ogni aereo ha decorazioni diverse : l'influenza delle nostre capacità artistiche ci porta sempre a inventare cose nuove. Questo banale esempio per far capire che, in una possibile situazione di pericolo, chi ha la maggior capacità di trovare una via d'uscita siamo noi, e non delle creature che senza la loro tecnologia si trovano totalmente spaesate (vedi caso Varginha).

Opposition Research Studiare a fondo le tattiche dell'avversario, o dei complici di esso, e predisporre contromisure adeguate. Ecco, in poche parole, la definizione del termine "opposition research". Non si tratta di semplice spionaggio, ma di un'evoluzione fondamentale nelle tecniche per acquisire informazioni riservate. Opposition Research significa far parte del nemico, penetrare nella ristretta cerchia delle "persone fidate" del nemico. Questo è un lavoro a lungo termine, non si tratta di stare due o tre anni a compiere azioni di spionaggio per poi tornare alla vera identità, al vero ruolo dell'infiltrato. OR significa spendere metà della propria vita fingendo di essere un'altra persona, non dimenticando però gli obiettivi che ci si è prefissati. Farò un piccolo esempio. Ali Mohamed, un militante di al-Qaeda, si arruolò nell'esercito statunitense nel 1986, per iniziare quello che fu, probabilmente, un'eccellente esempio di Opposition Research. Mohamed si inserì talmente bene, che nel giro di un anno venne nominato sergente nelle Special Forces, le Forze speciali Usa : un corpo scelto segreto considerato il più prestigioso dell'esercito americano. Una caratteristica fondamentale che deve avere un agente "in sonno" che opera nel campo della OR, è la pazienza. Mohamed prima di entrare a far parte delle Special Forces, fece anche parte del servizio antiterrorismo della Egypt Airlines, esattamente l'opposto di quelle che in realtà erano le sue già radicate idee. Comunque sia, esempio eccellente : un futuro dirottatore che si fa assumere nel servizio antiterrorismo di una compagnia aerea. La strategia elaborata da Mohamed fu a dir poco ineccepibile : nel 1985, prima di far parte delle SF Usa, sposò Linda Sanchez, un'americana che accelerò sensibilmente la procedura per ottenere la cittadinanza degli stati uniti. Il fascicolo militare di Mohamed, lo descriveva come una persona con una personalità ricca di versatilità e intelligenza. In poche e povere parole, è come se un topo fosse entrato in una gabbia piena di gatti, fingendosi anch'egli un gatto, e comportandosi con la totale naturalezza di chi è entrato in pieno nella parte, sapendo però di appartenere alla sponda opposta. Infatti Mohamed per tutto il periodo della sua permanenza nelle SF americane, continuò a viaggiare, andando anche in Afghanistan a combattere contro i russi al fianco dei mujaheedin. Un esempio illustre, ribadisco ancora, di ciò che significa "opposition research". Non significa fare del semplice spionaggio, ma diventare un vero e proprio ingranaggio dell'apparato socio-militare del nemico. Immaginiamo una persona incensurata che entra a far parte di un apparato governativo, avendo così accesso ad informazioni top-secret : le implicazioni sarebbero colossali. Non va sottovalutata la capacità delle forze dell'ordine di intervenire tempestivamente nelle zone d'interesse cruciale. Nel famoso caso di Filiberto Caponi, il ragazzo che fotografò un presunto alieno, le forze dell'ordine ebbero un ruolo di primo piano nelle indagini, e non è da escludere che i rottami dell' Ufo precipitato siano stati presi proprio da qualche squadra speciale dell'esercito o dei carabinieri.

Deterrenza Nel mio penultimo testo "Strategia di guerra", parlai di metodi di deterrenza che consistono nell'avere un'arma molto potente (la bomba nucleare) che non è intesa per venir usata "materialmente", ma piuttosto per aprire contenziosi diplomatici. Siamo tutti a conoscenza del conflitto tra India e Pakistan, che va avanti per avere il controllo dei territori del Kashmir, e sappiamo che entrambi i paesi sono potenze nucleari. Le loro micidiali armi servono per, paradossalmente, evitare un'eventuale conflitto armato. Deterrenza è la parola d'ordine, e questo lo dobbiamo tenere ben presente, anche perchè questo metodo potrebbe esserci utile per scoraggiare gli invasori alieni dal tentare di colonizzarci. Adesso analizziamo una situazione attuale che potrebbe fungere da ottimo esempio. Qualche settimana fa la Nord Corea ha annunciato di avere attivo un programma nucleare, non dichiarando esplicitamente, ma facendolo intendere, di possedere anche alcune testate nucleari. Cerchiamo di capire meglio perchè hanno fatto questo sorprendente annuncio pubblico. Sappiamo bene che la Nord Corea è stata inserita da G. Bush nel cosiddetto "asse del male" (curioso notare che una parte in causa di un "processo", gli Usa, si erga a giudice -illeggittimo- di esso), e sappiamo anche che attualmente gli Usa si stanno preparando ad aggredire l'Iraq. Sono legate queste due situazioni ? La risposta è si. Essendo nella "lista nera" degli Usa, la Nord Corea ha voluto mettere le mani avanti, prevedendo che, dopo l'Iraq, loro saranno probabilmente il prossimo bersaglio degli Stati Uniti. Dire, in questo momento preciso, che "noi abbiamo in corso avanzato di svolgimento un programma per l'armamento nucleare", equivale a dire "non attaccate briga con noi, perchè non siamo l'Iraq, e abbiamo delle armi che potrebbero farvi molto male". Dire questo in un modo velato, lasciando il beneficio del dubbio, crea ancora più confusione nella mente dell'avversario. Questo inaspettato annuncio ha, da solo, pregiudicato un'eventuale uso della forza degli Usa in Nord Corea. Il tempismo e la scelta strategica è stata perfetta. Tutto questo ha aperto la strada della diplomazia e della dissuasione, strada che non potrà attuare Saddam Hussein, perchè sicuramente sprovvisto di armi nucleari e, probabilmente, dell'acume tattico che hanno invece avuto i capi del governo nord Coreano. Tutto questo, per cercare di abbozzare una qualche strategia, dello stesso tipo, da usare contro gli invasori alieni. Il confronto armato non è necessario se riusciamo a trovare un'arma che li scoraggi dall'attaccarci. Ovviamente la bomba nucleare non centra niente con gli alieni, ma rimane l'idea di base di usare la deterrenza come mezzo per conseguire la vittoria. Per fare ciò bisogna trovare (o inventare) un'arma che sia efficace nell'abbattere i velivoli alieni o, quantomeno, ad obbligare gli Ebe a scendere dagli Ufo per confrontarsi in una guerra di tipo "convenzionale", nella quale noi siamo senza dubbio favoriti, sia per numero di forze messe in campo, sia per esperienza, sia per conoscenza del territorio e sia per capacità fisiche. Per vincere questa nostra guerra, dobbiamo anche fare ricorso alla nostra innata creatività (vedi 4° paragrafo), per contrapporre la nostra inventiva alla loro tecnologia. Farò un esempio stupido, ma forse esemplificativo : nel film "Predator", A.Schwarzenegger si trova alle prese con un alieno ostile e dotato di apparati tecnologici fuori dalla nostra portata. Nel film l'alieno viene battuto con l'astuzia e la creatività umana, e la capacità di "adattarsi" alle problematiche che ci si parano davanti. Nel film l'alieno ha una sorta di visore che gli permette di individuare gli esseri viventi "a sangue caldo" che hanno quindi una temperatura corporea di un certo tipo. Arnold si accorge di ciò, e si spalma tutto il corpo con del fango freddo che lo rende invisibile ai sofisticati strumenti dell'alieno, in questo modo la tecnologia strabordante degli Ebe viene battuta dalla creatività innata degli esseri umani. Questo banale e filmesco esempio, l'ho usato solo per spiegare che, con la creatività, aggiriamo l'ostacolo della tecnologia, e vinciamo non sottoponendoci ad un "confronto di forze". E' lo stesso concetto di chi sostiene la tesi che gli Ufo usino una propulsione di tipo gravitazionale per spostarsi : gli scettici sostengono che le leggi della fisica dicono che non si può superare la velocità della luce, mentre i sostenitori della tesi affermano che in questo caso le leggi della fisica non vengono "violate", ma semplicemente aggirate.

Il Punto Finale In questo breve testo ho cercato di affrontare vari punti della questione extraterrestre, ma è chiaro a tutti che bisognerà cercare di scavare più a fondo per riuscire a creare qualcosa di davvero importante. Credo profondamente che ciò che serve di più in questo momento sia la ricerca. Con questo termine non voglio indicare solamente la ricerca ufologica, ma anche, e soprattutto, quella tecnologico/militare. Bisogna mettere in condizione gli scienziati di tutto il mondo di usufruire dei mezzi scientifici e tecnici, e le conoscenze attuali, per svolgere un serio compito di ricerca che ci permetta di trovare l'arma finale da contrapporre alla strapore tecnologico degli alieni. Quando dico che bisogna incentivare la ricerca scientifico/militare mi riferisco ad una situazione di "noi contro gli ebe", e non di "noi contro noi". E' ormai chiaro a tutti che promuovere guerre in giro per il pianeta rallenta l'opera di autodifesa che il popolo terrestre deve perseguire. Promuovere la coesione dei popoli (non la attuale globalizzazione, che è solo commercio senza regole) in nome di un obiettivo comune, ovvero la difesa del nostro pianeta, è il passo decisivo per affrontare gli invasori alieni. Nei paragrafi precedenti mi sono soffermato parecchio parlando del controllo delle masse che viene attuato ormai con grande naturalezza dalle società sviluppate del cosiddetto "mondo libero" : riuscire a "slegarci le mani" da questo tipo di controllo potrebbe aprire la strada alla consapevolezza del rischio reale che sta per piombarci addosso. Non vorrei diventare noioso, ma ribadisco la necessità impellente di continuare a promuovere la ricerca ufologica (per scoprire i punti deboli degli Ebe) e soprattutto scientifica. Il compito di noi membri del Cise è quello di informare la gente dei probabili pericoli che ci aspettano : c'è chi ci crede e chi taccia le nostre idee come "stupidaggini". Non è questo il problema. La storia è sempre stata testimone nelle smentite che sono state date anche alle menti più illustri. Qualcuno tempo fa riteneva impossibile che l'uomo sarebbe arrivato sulla luna, altri dicevano che i viaggi nel tempo sono cose da lasciare alla fantascienza, e oggi vediamo che fior di scienziati affermano proprio il contrario. Noi come membri del Cise stiamo lanciando l'allarme : attenzione... quei tipi la vogliono invaderci... prendiamo precauzioni. Vediamo se fra 30, 100 oppure 200 anni verremo smentiti. Io mi auguro di si. La storia è piena di persone che invano hanno lanciato gridi d'allarme e non sono state ascoltate dal popolo accecato dal "controllo delle masse". Non vorrei essere blasfemo, ma lo stesso Gesù venne crocifisso e perseguitato, e anni dopo è diventato ciò che tutti noi sappiamo. Maometto stesso venne perseguitato, e adesso vediamo che la fede musulmana è quella che cresce col maggior ritmo rispetto a qualsiasi altra fede al mondo. Un anno fa, dopo l'11 Settembre, qualcuno chiese "il perchè di ciò ?", quel qualcuno venne minacciato di morte da più fronti. Quel qualcuno disse anche che il terrorismo non si combatte con le bombe, ma cercando di capire le ragioni che spingono certa gente a fare attentati. Quel qualcuno -lo chiamo così perchè non mi ricordo il nome- adesso si starà fregando le mani dicendo "ve l'avevo detto". Di esempi ne è piena la storia, spero solo che il nostro grido d'allarme non diventi anch'esso un esempio dello stesso tipo in futuro. Con questo è proprio tutto, se questo scritto fosse stato un tema scolastico il professore di turno mi avrebbe detto "sei andato fuori tema rispetto al titolo", e io gli avrei risposto "si, però l'ho fatto per una buona causa".

di Top Secret John
- CISE

8 Novembre 2002

 


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