State of Emergency
(La fabbrica del consenso)
di Top Secret John
Premessa In questa
mia ultima fatica cercherò di elaborare qualche riflessione riguardante
i possibili scenari che potrebbero verificarsi nei momenti immediatamente
successivi ad un'invasione aliena. Il titolo che ho deciso di
dare a questo testo è "state of emergency", ovvero "stato d'emergenza".
I governi del mondo, subito dopo l'invasione, dichiareranno con
tutta probabilità questo speciale "stato" in qui ci si trova in
particolari e drammatiche situazioni : uno stato di completo panico
tra i civili. Cercherò di proporre qualche punto di vista il più
realistico possibile, e come conseguenza un piano d'emergenza
per far fronte al nemico. Inoltre cercherò di approfondire la
questione "psicologica" della guerra che ci attende, cercando
di capire quali potrebbero essere i nostri possibili vantaggi
e i loro svantaggi. Per far capire ciò, qualche esempio storico
servirà allo scopo. Questo mio scritto vuole solo essere uno spunto
aggiuntivo di riflessione, niente di più.
Aspetti Sociali Per
cercare di immaginare la situazione che si verrà a creare dobbiamo
prima andare a fare un piccolo "esame" sullo stato collettivo
delle società del pianeta. Varie società caratterizzate da diversi
obiettivi collettivi e personali dell'individuo, non fanno altro
che complicare le cose. Come già scritto in qualche mio testo
precedente, tutte le democrazie di quelli che noi chiamiamo "stati
democratici e civilizzati" sono in realtà un infuso di ipocrisia
che fa da contorno ad una vera e propria dittatura. Gli strumenti
per ottenere il controllo delle masse sono molteplici, e se ci
guardiamo intorno tutti noi ci accorgiamo benissimo che qualcuno
(chi detiene le redini ultime del potere), ha interesse che il
popolo venga distratto dalle cose veramente importanti e che contano
per la collettività umana. I mezzi per fare ciò sono i soliti
da decenni (da secoli). Basta prendere coscienza di ciò : basta
guardarsi un attimo intorno e chiedersi che importanza hanno tutte
le "mode e tendenze preconfezionate" che abitualmente con tempismo
allucinante (e allucinogeno) ci piombano addosso come una valanga,
mandando improvvisamente il cervello in stand-by. Tutto ciò ha
un obiettivo ben preciso : distrarre le persone, distrarre le
menti del popolo. La domanda successiva si presenta con grande
spontaneità : distrarre da cosa ? O da chi, aggiungerei io. Proverò
a dare una breve e banale risposta a questa domanda. Quando si
sente parlare di qualche importante fatto (per es. di cronaca)
alla televisione, di solito si reagisce accogliendo ad occhi chiusi
i punti di vista che ci vengono offerti, senza fermarsi a riflettere
se ciò che ci viene sbattuto in faccia quotidianamente possa avere
delle spiegazioni alternative. Qualcuno ha definito questo tipo
di disinformazione "la fabbrica del consenso", ovvero tutte quelle
procedure elaborate dai governanti, che portano il popolo a credere
ciecamente alle menzogne che si sentono, per esempio, nei Tg ipocriti
dei paesi cosiddetti "democratici". Questo metodo è semplice da
attuare : distrarre la gente con modelli di riferimento improponibili
e con mode "passeggere" che tengano occupato il cervello delle
persone comuni. Per comuni s'intendono i civili, e comunque coloro
che non detengono importanti posti di potere. Sto scrivendo questo
breve testo proprio mentre gli Usa stanno preparando (fabbricando)
il consenso mondiale alla loro aggressione all'Iraq, e proprio
mentre questa drammatica e tesissima situazione sta per prendere
forma, accendo per un attimo la Tv.... c'è Bruno Vespa che sta
discutendo di un'importante e fondamentale fatto che non potrà
passare inosservato : un'intero programma di Porta a Porta che,
con tanto di dati statistici (ovviamente commissionati da qualcuno),
ci spiega che tra circa 100 anni le "bionde naturali" potrebbero
non esistere più. Dopo qualche secondo di reazione allergica a
tanta idiozia, mi sono chiesto perchè, nel momento in cui si stanno
consumando più di 35 guerre nel pianeta, la situazione in Medioriente
sta esplodendo, gli Usa stanno per bombardare il già afflitto
popolo iracheno, si dia spazio a due ore di talk-show televisivo
sulla possibile "estinzione delle bionde". Dopo qualche minuto
mi riprendo e mi vengono in mente un paio di parole : controllo
delle masse. Non so se questo piccolo aneddoto possa rappresentare
un buon esempio, ma è senz'altro significativo della situazione
che il nostro pianeta sta passando. Gli "strapagati" di questo
pianeta sono gli strumenti inconsapevoli dell'elaborato piano
messo su dai potenti. I restanti 4 miliardi e mezzo di persone
seguono, e basta. La "fabbrica del consenso" è quell'insieme di
falsità e menzogne che vengono elaborate e poi distribuite (al
popolo), per conseguire una sorta di assenso generale all'obiettivo
che il potente di turno vuole perseguire. Sto scrivendo questo
testo proprio in un periodo in cui si sente parlare di "guerra
preventiva" o, come la definisco io, "apertura ufficiale del far-west
del XXI secolo", dove fabbricare il consenso mondiale significa
autorizzare l'uso della forza armata per conseguire obiettivi
di tipo puramente economico. La strategia sembra essere questa
: facciamo arretrare gli altri... così aumentiamo il nostro margine
di vantaggio. Il riferimento è chiaro, non sarò più esplicito.
Nello stesso medesimo modo il nostro futuro è stato messo nelle
mani di civiltà extraterrestri il cui unico interesse è quello
di utilizzare le risorse del nostro pianeta, esseri umani compresi.
Per fare un piccolo ma, forse significativo, esempio del livello
di cieco materialismo che permea la società odierna, basta fare
un breve riferimento ad una situazione purtroppo sempre attuale
: il conflitto fra israeliani e palestinesi. Siamo stati abituati
a giudicare i fatti e le persone completamente dall'apparenza
che hanno, e non dall' essenza vera e propria delle azioni. Esempio
: ci si scandalizza quando un poveraccio palestinese, portato
alla completa disperazione e al senso di impotenza per la situazione
tragica del suo popolo, si fa saltare in aria e uccide 10 israeliani,
ma non ci si scandalizza se un elicottero Apache israeliano in
piena notte spara missili contro un palazzo palestinese uccidendo
più di 14 bambini. Il punto è : se ammazzi vestito in giacca e
cravatta, stai ristabilendo l'ordine, o comunque ti stai difendendo,
mentre se è un povero straccione ad ammazzare, vieni considerato
un terrorista. Quindi, a parità di fattori, non si è considerati
"terroristi" se ci si veste per bene, e se non ci si sporcano
le mani mentre si compiono omicidi di massa. Questa nostra "civile"
società è arrivata a questo punto : il povero è cattivo e suscita
paura, il ricco è sempre giustificabile e più "accostabile" alla
nostra realtà quotidiana. In poche parole, se si vede una persona
pulita e profumata, vestita in giacca e cravatta, e gli si accosta
una persona umile e povera, vestita magari con abiti trasandati
e non proprio candidi, si ha la propensione "naturale" di pensare
che senza dubbio il signore benestante è una persona onesta, mentre
il disgraziato che gli sta accanto è un delinquente, o giù di
lì. Questa è solo una piccola riflessione, basata sull'esempio
del tragico conflitto israelo/palestinese, che ho fatto per far
meglio capire il livello di materialismo a cui è arrivata la nostra
società : l'importante è apparire bene, e non "agire" bene, dato
che ormai ciò che viene percepito dai nostri occhi è solo l'immagine,
e non quello che ci sta dietro. In questa distorta situazione
della realtà, quelli che vengono favoriti sono i "benestanti",
mentre i poveri -dando un'immagine materiale non adeguata- vengono
sempre bollati come "terroristi", o delinquenti. Tutto questo
perchè ormai, ribadisco, i nostri occhi sono stati abituati a
percepire solo l'immagine materiale : immagine "pulita" = brava
gente, immagine "sporca" = delinquenti. Poi però, scavando scavando,
si viene a scoprire che in realtà non è così. Il problema però
è averne voglia di "scavare" e, soprattutto, aver prima preso
coscienza della situazione per poter "scavare" più a fondo. Il
detto "l'abito non fa il monaco" è più che mai valido in questi
tempi, ma purtroppo non sempre viene applicato nella giusta maniera.
E' una società classista, questo è il punto. Però poi quando si
va vedere nel vocabolario il significato del termine "terrorismo",
ci si accorge che la definizione che viene data è : metodo di
lotta politica, consistente nel ricorso sistematico ad azioni
violente che creano il "terrore" tra la popolazione. Qualcuno
dubita che, se in piena notte ti viene bombardato il palazzo dove
stai dormendo, e ti svegli di soprassalto vedendo fuoco, macerie,
pezzi di corpi mutilati e sangue, non venga un pochino la sensazione
di terrore ? Eleviamo il tutto alla decima potenza se, come nel
caso del palazzo bombardato, le principali vittime avevano fra
i 5 e 12 anni... La definizione del vocabolario è esplicita e
inequivocabile : "azioni violente che creano il terrore". Paura
provocano anche le parole dell'amministrazione Bush dopo la tragedia
: "Israele ha usato la mano pesante". La scemenza della frase
ovviamente si commenta da sola. Mi sono comunque allargato un
pò troppo, d'ora in poi in questo mio testo cercherò di seguire
i punti principali che mi ero prefissato.
Stato d'Emergenza
Con un'invasione aliena ci potrebbero essere varie alternative
all'orizzonte. Una di queste è che il popolo riesce finalmente
a prendere il potere della rivolta, del movimento di resistenza.
Un'altra è la possibilità (realistica) che i potenti ci svendino
e ci mettano alla mercè dei colonizzatori extraterrestri. In questo
caso non cambierebbe molto, invece di lavorare ed essere controllati
dai vari Bush e Berlusconi verremmo controllati dai vari Grigi
e Nordici. Però le cose potrebbero andare diversamente, e i movimenti
di resistenza, capeggiati dal Cise, potrebbero dare del filo da
torcere ai, fin troppo sicuri di sè, Grigi e Nordici. La situazione
potrebbe presentarsi più o meno così : parte l'invasione, senza
alcun preavviso di nessun genere. E' il caos. Tutti si riverserebbero
in strada, con la speranza di vedere di persona un fenomeno che
fino a qualche minuto prima accoglievano scettici con derisioni
e superficialità. Quando dopo alcuni giorni gli alieni si metteranno
d'accordo con i governanti del pianeta (tutto in gran segreto)
per decidere il ruolo degli eterni operai (noi), la gente li accoglierà
con grande riverenza e clamore. Tutti saranno contenti, tutti
penseranno che la fine dei problemi si avvicina. Ma si sbagliano.
Proprio mentre l'intera collettività internazionale si farà prendere
in giro, il Cise organizzerà in gran segreto le future sacche
di resistenza armata, e scaglierà subito il primo attacco contro
gli invasori. Mentre tutti sono increduli, bisognerà istituire
un piccolo comitato d'emergenza che sia in grado di dare gli ordini
ai vari gruppi distaccati. L'operazione principale e di primaria
importanza è impedire qualsiasi tipo di comunicazione tra gli
invasori e i governanti del nostro pianeta. Un sola cosa dovrà
essere chiara e messa in risalto : se voi (gli ebe) occuperete
il nostro pianeta, noi inizieremo con l'opera di resistenza armata.
Non ci sono vie di mezzo possibili, poichè se così non fosse andremmo
incontro ad una sorta di assuefazione e sottomissione spontanea
all'idea di essere considerati schiavi. La situazione di panico
che si verrà a creare subito dopo l'invasione aliena, sarà l'ideale
per il Cise, perchè potremo agire totalmente indisturbati. L'interà
economia mondiale si fermerà, la gente rimarrà interdetta e inerme
(sia mentalmente che materialmente), e le forze dell'ordine saranno
troppo impegnate a stabilire un contatto con gli invasori per
preoccuparsi delle situazioni di ordinaria amministrazione. In
questa situazione di caos generale, potremmo facilmente mettere
le basi per la resistenza. La prima cosa da fare sarà ristabilire
il contatto con tutti i membri sparsi per l'Italia, dopodichè
si passerà all'individuazione e alla occupazione (con la forza
se necessario) di luoghi inaccessibili e segreti, da dove poter
iniziare a pianificare gli attacchi. Durante lo Stato d'Emergenza
saremo anche facilitati nel mettere le mani sopra armamenti di
vario tipo. Tutte le forze dell'ordine saranno occupate, e penetrare
negli arsenali dell'esercito per prelevare ciò che ci serve potrebbe
non essere poi così difficile. Contemporaneamente bisognerà iniziare
a reclutare nuovi soldati, cercando tra la popolazione tutte le
persone impaurite e scontente dell'arrivo degli Ebe. Una volta
raggiunti tutti questi obiettivi, si inizierà a pianificare il
primo attacco armato nella storia contro una civiltà extraterrestre.
Qualcuno chiamerà l'azione "terrorismo", io preferisco chiamarla
"spirito di sopravvivenza" e, soprattutto, "buon senso". La cosa
più importante da fare è studiare le metodologie di ritirata e
di "mimetismo urbano". Una volta sferrato l'attacco bisogna "scomparire"
in luoghi sicuri e inaccessibili, la pianificazione della fuga
deve essere tanto e pìù importante di quella dell'attacco. L'uso
di fucili di precisione, per colpire da distanze di sicurezza,
e di esplosivi radiocomandati, dovranno avere la precedenza su
tutte le altre armi. Quel che conta è la fuga sicura e indenne
dei membri implicati nell'azione. La situazione che si svilupperà
dopo il "cessato allarme", si potrebbe provare a prevedere anche
collegando tutto alle tematiche affrontate nel precedente capitolo.
Ovvero alla realtà apparente, quella dell'immagine, e la realtà
vera e propria, quella che ormai non viene più calcolata per via
della strabordante importanza che viene attribuita all'immagine.
L'immagine degli invasori che per prima salterà agli occhi sarà
quella di una civiltà evolutissima dal punto di vista della tecnologia
: da ciò ne deriverebbe la totale sottomissione, per via dell'immagine
che si percepisce da una civiltà apparentemente "pulita" e senza
secondi fini intuibili. Ovviamente chi non si è fatto appannare
il cervello dal materialismo della nostra società si chiederà
cosa spinge una civiltà così evoluta ad insediarsi nel nostro
pianeta. La risposta, se conoscete la causa per cui si batte il
Cise, la sapete già.
L'Arte, non la Forza
I grandi trattati di guerra antichi ci spiegano bene la strategia
da utilizzare contro un nemico con capacità tecnologiche superiori.
Bisogna impadronirsi di ciò che loro possiedono, bisogna avere
un'agilità e una capacità di movimento tale da poter operare con
piccoli squadroni armati e poi ripiegare subito in ritirata. Come
scrissi già in un mio precedente testo, la loro intenzione non
è quella di radere al suolo questo pianeta, perchè ciò non è nei
loro interessi, per cuì non possono accedere nei nascondigli della
resistenza che, in questo caso, saranno disposti in ubicazioni
ostili a esseri di corporatura esile e fragile (come ci vengono
descritti i Grigi), che probabilmente (sicuramente) non riuscirebbero
a resistere un giorno nel darci la caccia in luoghi quali montagne,
zone caratterizzate da fitte foreste, etc.etc. C'è da sottolineare
il fatto che questi esseri, si sono probabilmente assuefatti completamente
all'uso della tecnologia, che ormai li ha resi schiavi del suo
utilizzo, e per cui è difficile pensare che in una situazione
di guerriglia intensa e caotica, dove l'arma vincente è l'improvvisazione
e la creatività, degli esseri resi emotivamente "freddi" dallo
smodato uso di tecnologia siano in grado di sviluppare dei sensati
movimenti di battaglia. Per finire il concetto, ci tengo ad aggiungere
(come già scritto in qualche mio testo precedente), che le azioni
di guerra che hanno più efficacia, sono le cosiddette "azioni
indirette", che sono quelle che apparentemente non seguono una
logica, che è invece propria delle azioni dirette. La storia delle
grandi battaglie ci insegna che, generalmente, la mossa più insensata
e più faticosa da attuare, sia poi alla fine la mossa vincente.
Questo aspetto degli esseri umani è un punto a favore che da solo
ne vale dieci di quelli degli avversari. Ciò che conta è l'Arte,
non la Forza. Questo principio era ben conosciuto dagli antichi
strateghi militari cinesi : i due termini "xu" e "shi" ci spiegheranno
chiaramente il concetto che si cela dietro questo antico (ma sempre
efficace) principio. In una guerra, non bisogna mettere a confronto
le due forze in campo, soprattutto se c'è disparità evidente,
ma bisogna concentrarsi per trovare la via che ci permetta di
fronteggiare la pienezza (xu), con il vuoto (shi) : si deve colpire
l'uovo con la pietra -ma per un bruco l'uovo può essere la pietra-
tutto è relativo. Bisogna utilizzare la forza stessa del nemico,
nonchè i suoi punti deboli, per sconfiggerlo in una battaglia
che, anche se non "onesta", si presenterà comunque vittoriosa
per noi. Lo xu e lo shi sono entrambi dotati di punti deboli e
punti forti, ma alla fine poi tutto rimane relativo. Per fare
un piccolo esempio storico, si può fare riferimento agli insegnamenti
che Zhu De dava ai soldati cinesi nella seconda guerra mondiale.
I carri armati, gli aeroplani, l'artiglieria sono, ad un primo
approccio, senz'altro più intimidatori rispetto a spade e semplici
fucili, però i carri armati possono essere impiegati solo in zona
di pianura, non possono penetrare nelle foreste, non possono avventurarsi
nelle cime montagnose, non possono correre il rischio di attraversare
profonde vallate, e poi non possono camminare senza carburante.
Se viene bloccata la fornitura di carburante, cosa senz'altro
più semplice di affrontare un carro armato con un fucile, la battaglia
con questi sofisticati mezzi è vinta. La stessa cosa vale per
gli aerei : quando sono in volo, per identificare le postazioni
nemiche, devono avere una visuale chiara di ciò che intendono
colpire, altrimenti sparano e sprecano missili a vuoto. Ma la
visuale non è chiara se le basi vengono situate e accuratamente
mimetizzate in delle fitte foreste. E la stessa cosa del carburante
vale anche per gli aerei : bisogna bloccare il rifornimento alla
fonte. Per cui, anche se difficile, è possibile sconfiggere un
nemico dotato di mezzi di combattimento più forti e sofisticati.
Il fine della guerra non è distruggere l'avversario, ma costringerlo
alla resa : noi non abbiamo bisogno di polverizzare la civiltà
dei Grigi (o dei Nordici) per vincere la guerra, abbiamo solo
bisogno di costringerli a ritenere che la guerra che vogliono
intraprendere gli porterà grosse perdite, e probabilmente conosceranno
per la prima volta una cosa a cui sicuramente non sono abituati
: l'esaurimento nervoso. Gli Ebe non sono abituati a scendere
sul campo di battaglia e a ragionare velocemente nei momenti d'emergenza
e di panico, perchè sono ormai completamente dipendenti dalla
loro tecnologia, che li ha resi freddi e dotati di un pensiero
"meccanico", mentre noi possediamo la capacità di risolvere con
la creatività i problemi che ci si parano davanti. Un esempio
stupidissimo per cercare di far comprendere meglio questo concetto
è, per esempio, la totale mancanza di creatività nei loro mezzi
di locomozione : gli Ufo, sono quasi tutti uguali, e comunque
totalmente inespressivi. Se invece andiamo a vedere i nostri mezzi
di locomozione, vediamo come ogni macchina è diversa, come ogni
aereo ha decorazioni diverse : l'influenza delle nostre capacità
artistiche ci porta sempre a inventare cose nuove. Questo banale
esempio per far capire che, in una possibile situazione di pericolo,
chi ha la maggior capacità di trovare una via d'uscita siamo noi,
e non delle creature che senza la loro tecnologia si trovano totalmente
spaesate (vedi caso Varginha).
Opposition Research
Studiare a fondo le tattiche dell'avversario, o dei complici di
esso, e predisporre contromisure adeguate. Ecco, in poche parole,
la definizione del termine "opposition research". Non si tratta
di semplice spionaggio, ma di un'evoluzione fondamentale nelle
tecniche per acquisire informazioni riservate. Opposition Research
significa far parte del nemico, penetrare nella ristretta cerchia
delle "persone fidate" del nemico. Questo è un lavoro a lungo
termine, non si tratta di stare due o tre anni a compiere azioni
di spionaggio per poi tornare alla vera identità, al vero ruolo
dell'infiltrato. OR significa spendere metà della propria vita
fingendo di essere un'altra persona, non dimenticando però gli
obiettivi che ci si è prefissati. Farò un piccolo esempio. Ali
Mohamed, un militante di al-Qaeda, si arruolò nell'esercito statunitense
nel 1986, per iniziare quello che fu, probabilmente, un'eccellente
esempio di Opposition Research. Mohamed si inserì talmente bene,
che nel giro di un anno venne nominato sergente nelle Special
Forces, le Forze speciali Usa : un corpo scelto segreto considerato
il più prestigioso dell'esercito americano. Una caratteristica
fondamentale che deve avere un agente "in sonno" che opera nel
campo della OR, è la pazienza. Mohamed prima di entrare a far
parte delle Special Forces, fece anche parte del servizio antiterrorismo
della Egypt Airlines, esattamente l'opposto di quelle che in realtà
erano le sue già radicate idee. Comunque sia, esempio eccellente
: un futuro dirottatore che si fa assumere nel servizio antiterrorismo
di una compagnia aerea. La strategia elaborata da Mohamed fu a
dir poco ineccepibile : nel 1985, prima di far parte delle SF
Usa, sposò Linda Sanchez, un'americana che accelerò sensibilmente
la procedura per ottenere la cittadinanza degli stati uniti. Il
fascicolo militare di Mohamed, lo descriveva come una persona
con una personalità ricca di versatilità e intelligenza. In poche
e povere parole, è come se un topo fosse entrato in una gabbia
piena di gatti, fingendosi anch'egli un gatto, e comportandosi
con la totale naturalezza di chi è entrato in pieno nella parte,
sapendo però di appartenere alla sponda opposta. Infatti Mohamed
per tutto il periodo della sua permanenza nelle SF americane,
continuò a viaggiare, andando anche in Afghanistan a combattere
contro i russi al fianco dei mujaheedin. Un esempio illustre,
ribadisco ancora, di ciò che significa "opposition research".
Non significa fare del semplice spionaggio, ma diventare un vero
e proprio ingranaggio dell'apparato socio-militare del nemico.
Immaginiamo una persona incensurata che entra a far parte di un
apparato governativo, avendo così accesso ad informazioni top-secret
: le implicazioni sarebbero colossali. Non va sottovalutata la
capacità delle forze dell'ordine di intervenire tempestivamente
nelle zone d'interesse cruciale. Nel famoso caso di Filiberto
Caponi, il ragazzo che fotografò un presunto alieno, le forze
dell'ordine ebbero un ruolo di primo piano nelle indagini, e non
è da escludere che i rottami dell' Ufo precipitato siano stati
presi proprio da qualche squadra speciale dell'esercito o dei
carabinieri.
Deterrenza Nel mio
penultimo testo "Strategia di guerra", parlai di metodi di deterrenza
che consistono nell'avere un'arma molto potente (la bomba nucleare)
che non è intesa per venir usata "materialmente", ma piuttosto
per aprire contenziosi diplomatici. Siamo tutti a conoscenza del
conflitto tra India e Pakistan, che va avanti per avere il controllo
dei territori del Kashmir, e sappiamo che entrambi i paesi sono
potenze nucleari. Le loro micidiali armi servono per, paradossalmente,
evitare un'eventuale conflitto armato. Deterrenza è la parola
d'ordine, e questo lo dobbiamo tenere ben presente, anche perchè
questo metodo potrebbe esserci utile per scoraggiare gli invasori
alieni dal tentare di colonizzarci. Adesso analizziamo una situazione
attuale che potrebbe fungere da ottimo esempio. Qualche settimana
fa la Nord Corea ha annunciato di avere attivo un programma nucleare,
non dichiarando esplicitamente, ma facendolo intendere, di possedere
anche alcune testate nucleari. Cerchiamo di capire meglio perchè
hanno fatto questo sorprendente annuncio pubblico. Sappiamo bene
che la Nord Corea è stata inserita da G. Bush nel cosiddetto "asse
del male" (curioso notare che una parte in causa di un "processo",
gli Usa, si erga a giudice -illeggittimo- di esso), e sappiamo
anche che attualmente gli Usa si stanno preparando ad aggredire
l'Iraq. Sono legate queste due situazioni ? La risposta è si.
Essendo nella "lista nera" degli Usa, la Nord Corea ha voluto
mettere le mani avanti, prevedendo che, dopo l'Iraq, loro saranno
probabilmente il prossimo bersaglio degli Stati Uniti. Dire, in
questo momento preciso, che "noi abbiamo in corso avanzato di
svolgimento un programma per l'armamento nucleare", equivale a
dire "non attaccate briga con noi, perchè non siamo l'Iraq, e
abbiamo delle armi che potrebbero farvi molto male". Dire questo
in un modo velato, lasciando il beneficio del dubbio, crea ancora
più confusione nella mente dell'avversario. Questo inaspettato
annuncio ha, da solo, pregiudicato un'eventuale uso della forza
degli Usa in Nord Corea. Il tempismo e la scelta strategica è
stata perfetta. Tutto questo ha aperto la strada della diplomazia
e della dissuasione, strada che non potrà attuare Saddam Hussein,
perchè sicuramente sprovvisto di armi nucleari e, probabilmente,
dell'acume tattico che hanno invece avuto i capi del governo nord
Coreano. Tutto questo, per cercare di abbozzare una qualche strategia,
dello stesso tipo, da usare contro gli invasori alieni. Il confronto
armato non è necessario se riusciamo a trovare un'arma che li
scoraggi dall'attaccarci. Ovviamente la bomba nucleare non centra
niente con gli alieni, ma rimane l'idea di base di usare la deterrenza
come mezzo per conseguire la vittoria. Per fare ciò bisogna trovare
(o inventare) un'arma che sia efficace nell'abbattere i velivoli
alieni o, quantomeno, ad obbligare gli Ebe a scendere dagli Ufo
per confrontarsi in una guerra di tipo "convenzionale", nella
quale noi siamo senza dubbio favoriti, sia per numero di forze
messe in campo, sia per esperienza, sia per conoscenza del territorio
e sia per capacità fisiche. Per vincere questa nostra guerra,
dobbiamo anche fare ricorso alla nostra innata creatività (vedi
4° paragrafo), per contrapporre la nostra inventiva alla loro
tecnologia. Farò un esempio stupido, ma forse esemplificativo
: nel film "Predator", A.Schwarzenegger si trova alle prese con
un alieno ostile e dotato di apparati tecnologici fuori dalla
nostra portata. Nel film l'alieno viene battuto con l'astuzia
e la creatività umana, e la capacità di "adattarsi" alle problematiche
che ci si parano davanti. Nel film l'alieno ha una sorta di visore
che gli permette di individuare gli esseri viventi "a sangue caldo"
che hanno quindi una temperatura corporea di un certo tipo. Arnold
si accorge di ciò, e si spalma tutto il corpo con del fango freddo
che lo rende invisibile ai sofisticati strumenti dell'alieno,
in questo modo la tecnologia strabordante degli Ebe viene battuta
dalla creatività innata degli esseri umani. Questo banale e filmesco
esempio, l'ho usato solo per spiegare che, con la creatività,
aggiriamo l'ostacolo della tecnologia, e vinciamo non sottoponendoci
ad un "confronto di forze". E' lo stesso concetto di chi sostiene
la tesi che gli Ufo usino una propulsione di tipo gravitazionale
per spostarsi : gli scettici sostengono che le leggi della fisica
dicono che non si può superare la velocità della luce, mentre
i sostenitori della tesi affermano che in questo caso le leggi
della fisica non vengono "violate", ma semplicemente aggirate.
Il Punto Finale In
questo breve testo ho cercato di affrontare vari punti della questione
extraterrestre, ma è chiaro a tutti che bisognerà cercare di scavare
più a fondo per riuscire a creare qualcosa di davvero importante.
Credo profondamente che ciò che serve di più in questo momento
sia la ricerca. Con questo termine non voglio indicare solamente
la ricerca ufologica, ma anche, e soprattutto, quella tecnologico/militare.
Bisogna mettere in condizione gli scienziati di tutto il mondo
di usufruire dei mezzi scientifici e tecnici, e le conoscenze
attuali, per svolgere un serio compito di ricerca che ci permetta
di trovare l'arma finale da contrapporre alla strapore tecnologico
degli alieni. Quando dico che bisogna incentivare la ricerca scientifico/militare
mi riferisco ad una situazione di "noi contro gli ebe", e non
di "noi contro noi". E' ormai chiaro a tutti che promuovere guerre
in giro per il pianeta rallenta l'opera di autodifesa che il popolo
terrestre deve perseguire. Promuovere la coesione dei popoli (non
la attuale globalizzazione, che è solo commercio senza regole)
in nome di un obiettivo comune, ovvero la difesa del nostro pianeta,
è il passo decisivo per affrontare gli invasori alieni. Nei paragrafi
precedenti mi sono soffermato parecchio parlando del controllo
delle masse che viene attuato ormai con grande naturalezza dalle
società sviluppate del cosiddetto "mondo libero" : riuscire a
"slegarci le mani" da questo tipo di controllo potrebbe aprire
la strada alla consapevolezza del rischio reale che sta per piombarci
addosso. Non vorrei diventare noioso, ma ribadisco la necessità
impellente di continuare a promuovere la ricerca ufologica (per
scoprire i punti deboli degli Ebe) e soprattutto scientifica.
Il compito di noi membri del Cise è quello di informare la gente
dei probabili pericoli che ci aspettano : c'è chi ci crede e chi
taccia le nostre idee come "stupidaggini". Non è questo il problema.
La storia è sempre stata testimone nelle smentite che sono state
date anche alle menti più illustri. Qualcuno tempo fa riteneva
impossibile che l'uomo sarebbe arrivato sulla luna, altri dicevano
che i viaggi nel tempo sono cose da lasciare alla fantascienza,
e oggi vediamo che fior di scienziati affermano proprio il contrario.
Noi come membri del Cise stiamo lanciando l'allarme : attenzione...
quei tipi la vogliono invaderci... prendiamo precauzioni. Vediamo
se fra 30, 100 oppure 200 anni verremo smentiti. Io mi auguro
di si. La storia è piena di persone che invano hanno lanciato
gridi d'allarme e non sono state ascoltate dal popolo accecato
dal "controllo delle masse". Non vorrei essere blasfemo, ma lo
stesso Gesù venne crocifisso e perseguitato, e anni dopo è diventato
ciò che tutti noi sappiamo. Maometto stesso venne perseguitato,
e adesso vediamo che la fede musulmana è quella che cresce col
maggior ritmo rispetto a qualsiasi altra fede al mondo. Un anno
fa, dopo l'11 Settembre, qualcuno chiese "il perchè di ciò ?",
quel qualcuno venne minacciato di morte da più fronti. Quel qualcuno
disse anche che il terrorismo non si combatte con le bombe, ma
cercando di capire le ragioni che spingono certa gente a fare
attentati. Quel qualcuno -lo chiamo così perchè non mi ricordo
il nome- adesso si starà fregando le mani dicendo "ve l'avevo
detto". Di esempi ne è piena la storia, spero solo che il nostro
grido d'allarme non diventi anch'esso un esempio dello stesso
tipo in futuro. Con questo è proprio tutto, se questo scritto
fosse stato un tema scolastico il professore di turno mi avrebbe
detto "sei andato fuori tema rispetto al titolo", e io gli avrei
risposto "si, però l'ho fatto per una buona causa".
di Top Secret John
- CISE
8 Novembre 2002