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Strategia di Guerra
di Top Secret John

Preambolo Deterrenza, inganno, disinformazione. Queste sono le tre principali armi che i potenti del pianeta usano nelle "nuove guerre" che stanno avendo luogo all'insaputa di tutti. Guerre tanto invisibili quanto ormai globali e fuori dal controllo di chiunque. Le nuove guerre non si combattono più sul campo di battaglia, ma nella preparazione e nella strategia che precede un conflitto che sarà solo virtuale, o quasi. La guerra come mezzo ordinario per fare politica. Questo nuovo tipo di guerra è da prendere in seria considerazione in vista di futuri attacchi extraterrestri. Il nemico, se imbattibile, dovrà essere aggirato con l'inganno, creando una intricata tela di disinformazione e di tranelli volti a confondere le menti del nemico, il quale ricorrerà ad una strategia d'attacco non consona alla reale situazione dei fatti. Apparire deboli quando non lo si è, fare leva sul malcontento popolare, cercare consensi (anche minimi) nei presunti alleati del nemico. Tutte queste, e altre, sono le strategie per compiere le nuove guerre che attendono l'umanità.

Fattori favorevoli Il nemico, anche se superiore tecnologicamente, può essere sconfitto con gli innumerevoli fattori che abbiamo a nostro vantaggio. A partire dal paesaggio, che è senz'altro più adatto al nostro fisico piuttosto che a quello di un'esile Grigio, che avrebbe difficoltà a sopravvivere due giorni in un'ambiente, anche minimamente ostile, del nostro pianeta. La tecnologia è importante ai fini del conseguimento della vittoria, ma non bisogna scordarsi che dopo la tattica militare entra in gioco l'azione dell'esercito, che non deve subire indecisioni improvvise dettate dalla mente. Wei-wu-Wei, come dicono i cinesi ; pensare senza pensare, agire senza agire. Semplicistico nell'esposizione, questo concetto può portare vantaggi consistenti se applicato bene. Il fulcro della filosofia sta nell'agire senza insicurezze dopo aver a lungo riflettuto sul da farsi. Quando l'addestramento viene fatto con un'assiduità tale da imprimere nella mente le abilità necessarie allo scopo, poi bisogna, nell'azione, far emergere la parte istintuale dell'individuo, libera da ogni forma di restrizione o insicurezza dettata dalla psiche. Quando si compie una specifica attività che richiede delle abilità particolari (già acquisite con l'allenamento), non bisogna pensare ai vari passi da compiere, ma semplicemente fare ciò che si è imparato, non permettendo al cervello di influire nell'azione. Per renderla ancora più semplice, "Just do it" (fallo e basta), come recitava un famoso slogan della Nike, cucito nei capellini e nelle t-shirt probabilmente da ragazzini di 7 anni in qualche disperso paese del terzo mondo. Questo tipo di filosofia è probabilmente un fattore a nostro favore, rispetto ad una specie aliena descritta come lenta e precisa in ogni movimento. L'arma da ricercare non è di tipo convenzionale. Dobbiamo, cercando le giuste proporzioni, studiare il metodo di lotta più consono ai nostri vantaggi. Attualmente l'arma nucleare viene usata come deterrente per scongiurare eventuali guerre sanguinarie che, senza tale ordigno, sarebbero già scoppiate (vedi India e Pakistan). Ovviamente nessuna persona sana di mente penserebbe di usare tali ordigni (gli Usa sono un caso a parte), poichè il loro valore è attualmente inteso solo con scopo intimidatorio, che spinga quindi ad un'azione di tipo diplomatico che, seppur forzata, risparmia milioni di vite umane, "vincendo" la guerra senza neanche scendere sul campo di battaglia. E' questa, probabilmente, la strada migliore da intraprendere per cercare di mettere in piedi una strategia di difesa contro invasioni aliene.

La strategia dell'inganno La guerra è innanzitutto inganno, ovvero cercare di confondere le idee al nemico, influenzandone quindi la strategia d'attacco e di difesa. Il comandante (nostro) delle operazioni deve essenzialmente seguire due tipi di azioni di guerriglia ; le azioni dirette, e le azioni indirette. Le prime sono quelle di tipo convenzionale, ovvero quelle che il nemico può aspettarsi tranquillamente, le seconde sono quelle che non seguono una logica, perciò totalmente imprevedibili. La guerra si vince formando intricate combinazioni di questi due tipi di azioni. Le azioni dirette vanno, per esempio, prese dopo aver creato le condizioni ideali, grazie alle azioni indirette, per compiere un attacco al nemico. Le azioni di tipo offensivo vanno effettuate nel momento di incertezza del nemico, qualora quest'ultimo non avesse tentennamenti o non commettesse errori, bisogna usare la tattica del "toccata e fuga". Tale tattica va applicata con azioni indirette nei momenti di rilassamento del nemico. Usando questo metodo si crea nel nemico una sorta di "stanchezza mentale", che porta al nervosismo e alla conseguente deconcentrazione. Quando si ha un piccolo vantaggio bisogna spingere sempre più, quando si apre una piccola fessura bisogna spingere fino a creare una voragine, non bisogna dare tregua, nè mentale nè fisica, al nemico. Se il nemico è superiore, di numero e di capacità tecnologiche o di potenza di fuoco, non bisogna incorrere nella guerra, poichè si è irrimediabilmente destinati alla sconfitta. O almeno non bisogna ricorrere alla guerra convenzionale. L'estrema abilità consiste nel saper pazientare nei momenti non propizi all'azione, bisogna attendere l'occasione giusta, non facendosi prendere dalla "smania di uccidere qualcosa". Se le postazioni nemiche sono inattaccabili, non bisogna tentare la sorte andando allo sbaraglio e fregandosene della strategia. Prima di muovere battaglia bisogna tenere presente una moltitudine di fattori, e non vanno trascurati neanche i minimi dettagli di ognuno di essi. Prima di intraprendere una guerra bisogna innanzitutto conoscere il nemico (per quanto possibile), e soprattutto se stessi, poi si procederà ad altri fattori non meno rilevanti. Bisogna conoscere il territorio nel quale si opera, bisogna conoscere le condizioni climatiche, i punti d'appoggio e le possibili avversità.

Lo Spionaggio Come già detto in precedenza, la guerra che si dovrà affrontare dovrà essere combattuta essenzialmente con l'inganno, e ciò implica tutta una serie di elementi indispensabili ; dall'uso dello spionaggio al reperimento di informazioni da fonti di pubblico accesso, che molte volte, per quanto incredibile possa sembrare, forniscono elementi fin troppo veri. Lo spionaggio può avvenire anche tramite disertori del nemico. In questo caso la spia deve essere trattata con tutte le riverenze e attenzioni del caso, poichè la si deve mettere nella condinzione di non temere ritorsioni. Per reperire informazioni bisogna bastire una fitta rete di informatori in ogni angolo del globo, e questi ultimi vanno tutti contattati dal comando centrale, o comunque da cellule appartenenti ad esso. Le "spie" dovranno essere tutelate in ogni modo possibile, e non necessariamente sarà richiesta una qualifica particolare, basta trovarsi nel posto giusto al momento giusto, magari con qualche sempre utile apparecchio di intercettazione audio/visiva. Una possibile fonte di informazioni riservate, potrebbe venire dalla Russia, dove la segretezza sul fenomeno degli Ufo non è più totalitaria come qualche anno fa. Sembra addirittura che molti documenti (sugli Ufo) un tempo top-secret, stiano venendo rilasciati con grande facilità, e senza mischiare il tutto con della disinformazione. Questa situazione potrebbe rivelarsi utile, soprattutto se si riesce a contattare, in via anonima e riservata, un qualche informatore disposto a rilasciare qualche info top-secret rimanendo però con le "mani pulite", ovvero nella sua piena sicurezza che non verrà scoperto dai propri superiori, o dagli enti governativi in causa. E' chiaro che si tratta di un'operazione difficile e delicata, che però va per forza di cose affrontata, in vista del conflitto che ci attende. E' indispensabile conoscere le capacità del nostro nemico, poichè bisogna organizzare una strategia "personalizzata" per le caratteristiche che contraddistinguono la tecnologia degli invasori. E' altrettanto utile cercare alleanze provvisorie con qualche parte a noi ostile, per poi rigirare la frittata quando verrà il momento della resa dei conti. Ma non vorrei spingermi troppo su questo argomento. Infatti la cosa più importante da fare quando si prende una decisione strategica, è tenerla nella propria mente, neanche i membri dell'organizzazione devono essere al corrente dei piani stabiliti dallo stratega principale. La mano non ha bisogno di sapere i piani della mente, esegue gli ordini e basta, in maniera del tutto istintiva. Ovviamente la fiducia tra i capi e i militanti deve essere totale, come anche l'armonia tra essi deve essere del tutto spontanea e naturale, solo così si raggiunge la massima funzionalità e fluidità dell'organizzazione.

Conclusione C'è da ribadire ancora una volta la necessità di organizzare un mini-esercito mobile e dinamico in costante attività, che non si faccia prendere dal nemico grazie alle maggiori capacità di movimento e di conoscenza del territorio, che può essere sfruttata ricorrendo all'arte della mimetizzazione. Per mimetizzazione non s'intende soltanto portare una maglietta o un capellino mimetico, ma anche e soprattutto mimetizzazione etnica e culturale, ovvero penetrare in una zona di interesse logistico non dando nell'occhio, ovvero mischiarsi efficacemente tra la popolazione, assimilandone al contempo i più evidenti ed evidenziabili tratti socio-culturali. Se si riesce a fare ciò, il lavoro di intelligence diverrà molto più semplice e meno logorante per la mente. Oltre allo spionaggio dobbiamo ricordarci che stiamo combattendo contro un nemico tecnologicamente più capace, e quindi potenzialmente più dannoso di noi. Quando si incontra un nemico che possiede una tecnologia a noi sconosciuta, la prima cosa da fare è cercare di impadronirsi di quella tecnologia, o almeno di crearne un'altra che sia opponibile a quella del nemico. Nel mio scritto sul possibile metodo per abbattere un Ufo, mi sono basato su delle supposizioni circa il metodo di propulsione usato dai dischi volanti (e non dagli Ufo sigariformi). Queste supposizioni possono essere giuste o no, e finchè non riusciremo ad impadronirci di tecnologia extraterrestre non sapremo con certezza quale sarà l'arma definitiva. Fino a quel momento dovremo procedere per tentativi, per supposizioni. Quasi sicuramente qualche scienziato negli Stati Uniti, o in qualche base americana all'estero, sta già lavorando su relitti di origine extraterrestre, e sarebbe utile riuscire a capire a che punto sono arrivati i lavori. L'attuale problema della ricerca scientifica è la mancanza di fondi adeguati da concedere ai ricercatori, senza dimenticare neanche gli infiniti insulti e le innumervoli prese per i fondelli che vengono buttate addosso a quei ricercatori scientifici "alternativi", quelli cioè che da qualche idea geniale iniziano a mettere le basi per una ricerca scientifica seria. Idee bizzarre e per certi versi contro la comune razionalità degli scienziati tradizionali, che non accettano di buon grado un proprio collega che asserisce di voler studiare metodi di propulsione antigravitazionale, o peggio ancora possibili teorie sul teletrasporto piuttosto che su dimensioni parallele. E' chiaro che chi trae beneficio da queste situazioni sono sempre gli Ebe, che stanno scrutando con occhi invidiosi il nostro bel pianeta, impazienti di metterci sopra le loro mani extraterrestri.

di Top Secret John
- CISE

23 Luglio 2002

 


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